Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, cocaina nascosta nelle patate. Condannato a 10 anni il camionista che trasportava 46 chili di droga

Paolo Di Basilio
  • a
  • a
  • a

Dovrà scontare 10 anni  il camionista pugliese di 69 anni che l'8 febbraio del 2019 fu trovato alla guida di un tir carico di patate e cocaina. La Cassazione ha infatti rigettato il ricorso che l'autotrasportatore di Ostuni aveva presentato contro la sentenza della Corte d'Appello che a sua volta aveva confermato la pena che gli era stata inflitta in primo grado a Viterbo al termine del processo con il rito immediato che si svolse davanti al gup perché le difese optarono per l'abbreviato.

All'epoca, nel luglio del 2019 alla fine del processo con il rito abbreviato secco, il gup Francesco Rigato andò addirittura oltre la richiesta del pm Franco Pacifici che aveva sollecitato una pena a 9 anni. I difensori dell'uomo avevano contestato una valutazione errata delle attenuati generiche rispetto all'aggravante principalmente legata al grande quantitativo – 46 chili – di stupefacente rinvenuto nel camion guidato dal camionista pugliese. La tesi tuttavia è stata rigettata dai giudici della suprema corte che dunque hanno confermato l'impianto accusatorio e la pena inflitta negli altri gradi di giudizio. Oltre a 10 anni di carcere deve pagare anche un'ammenda di 20 mila euro. Fu fermato il 9 febbraio del 2019 mentre stava per entrare per scaricare in un deposito di Grotte di Castro. Le fiamme gialle lo avevano seguito dall'Olanda dove aveva caricato lo stupefacente. Grazie a un'attività informativa infatti erano riusciti a intercettare il carico di droga che doveva arrivare in Italia e che probabilmente era destinato alle piazze di spaccio della Campani. La droga fu trovata in un doppio fondo che era stato ricavato nello scomparto che ospitava le ruote di scorta: 46 chili di cocaina divisa in 39 panetti. L'uomo restò tre mesi in carcere a Viterbo poi fu messo agli arresti domiciliari. Con la condanna definitiva per lui si apriranno di nuovo le porte della cella.

 

Il camionista si è sempre difeso sostenendo di non sapere nulla di quella droga che era nascosta nel doppiofondo e che da quello che sapeva lui trasportava solo patate da seme. Per questo non ha potuto, o voluto, collaborare alle indagini per cercare di stroncare il traffico e per capire dove era veramente diretta la droga. Con la condanna diventata ormai definitiva tornerà agli arresti per scontare il residuo di pena.