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Viterbo, rifiuti. Resa dei conti in Consiglio comunale sull'appalto: non c'è ancora l'accordo in maggioranza

Alessandro Quami
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Resa dei conti oggi in Consiglio comunale sul nuovo appalto rifiuti, ovvero sulle linee guida da fornire agli uffici per la predisposizione del capitolato e bandire la gara.  Al centro del contendere i maggiori costi che deriverebbero dall’aumento del porta a porta - nella seduta della settimana scorsa non ancora chiariti con precisione dagli stessi uffici - diventati motivo di forti divergenze anche nella maggioranza. E’ un fatto che il potenziamento della differenziata produrrebbe come effetto immediato l’eliminazione di alcune isole di prossimità nelle zone C, le periferie, ma si tratta di trovare appunto le giuste coperture finanziarie e non tutti la pensano allo stesso modo. Risultato: a tre anni dalla scadenza del vecchio appalto e a due mesi da quella del cosiddetto appalto ponte, non c’è una visione univoca su come procedere, motivo per cui il rischio di arrivare a fine agosto con la necessità di effettuare un’altra proroga si fa sempre più concreto.

Per il nuovo appalto è prevista una durata di sei anni (48 mesi più 24, con costi annuali di oltre 12 milioni di euro) e la discussione parte da una proposta di delibera che porta la firma del sindaco Giovanni Arena. Il quale a fine aprile ha accolto emendamenti dei consiglieri di opposizione e di maggioranza, approdati poi in terza commissione l’8 giugno. Ma qui, alcuni consiglieri, anche di maggioranza, hanno bloccato tutto: “Si chiede di eliminare 8 isole di prossimità, ma non si conoscono ancora i costi precisi: se tagliamo le isole di prossimità, si deve aumentare il porta a porta, che è un servizio migliore, ma più costoso. Se dobbiamo approvare una misura che comporta un incremento della Tari, vogliamo conoscere il rapporto costi/benefici. Ma ora non possiamo farlo”, hanno detto rivolti a Giovanni Arena e al presidente della commissione Paolo Muroni.

La seduta della commissione dell’8 giugno si chiudeva quindi con un nulla di fatto e la discussione sui cambiamenti delle linee guida veniva rimandata al Consiglio comunale del 10. Qui, quando la maggioranza sembrava orientata a prendere ulteriore tempo, è stata l’opposizione a chiedere e ottenere che si aprisse finalmente il dibattito sulla proposta di delibera portata in aula da Arena. “Oggi (riferimento alla seduta del 10 giugno, ndr) - ha tuonato l’opposizione, in particolare Alvaro Ricci - ci viene ribadito che la delibera definitiva non è pronta. Dopo 3 anni di governo e 3 rinvii tra appalto ponte e proroghe, ci risiamo: a settembre scade l’appalto ponte e ancora non ci sono le linee guida per la nuova gara. Con ogni probabilità servirà un’altra proroga di almeno 6 mesi, se non un anno: una responsabilità politica molto grave del sindaco e della maggioranza”.