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Viterbo, violenza nel centro storico. Risse con coltelli e cocci di vetro: feriti e quattro arresti

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Due risse con coltelli e cocci di vetro nel fine settimana. la polizia ha arrestato tutti i protagonisti. Nella notte tra sabato 12 e domenica 13 giugno, la squadra volante è intervenuta in una via del centro ove era in corso un acceso diverbio tra tre cittadini rumeni, uno dei quali, visibilmente ferito al volto,  cercava di disfarsi di un coltello gettandolo sotto un’auto in sosta, che veniva però recuperato e sequestrato. Gli stranieri sono stati separati e bloccati non senza difficoltà  e venivanoe sono stati per rissa aggravata. A causa delle ferite riporatte nella zuffa uno dei rumeni  ricorreva alle cure mediche presso l’ospedale Belcolle, dove veniva giudicato guaribile  con una prognosi di giorni 30.

La notte scorsa, invece, una lite per futili motivi tra un italiano ed un rumeno, sempre in centro,  è degenerata  in uno scontro tra i due, che si sono affrontati utilizzando una bottiglia di vetro rotta ed un  grosso coltello. L’immediato intervento dei poliziotti consentiva di scongiurare il peggio. Recuperato il coltello rinvenuto occultato in una siepe, i due, con diversi precedenti di polizia,  sono stati  bloccati e  condotti al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle, dove venivano  dimessi con prognosi di 15 e 10 giorni.

 

I due sono stati arrestati per lesioni personali aggravate e l’italiano anche per porto di armi e oggetti atti ad offendere.  Questa mattina  si sono tenute le udienze con rito direttissimo  per entrambi gli episodi,  all’esito delle quali sono stati convalidati tutti gli arresti. Prosegue senza sosta l’attività di prevenzione finalizzata a  garantire,  nell’arco delle 24 ore, un continuo e  approfondito  controllo del territorio con particolare riferimento al centro cittadino.   Le risse riportano  galla il problema della sicurezza specialmente nella zona del Sacrario e del vicino quartiere di San Faustino che di notte, spesso, come lamentano i residenti, diventano una terra di nessuno.