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Viterbo, ex ospedale degli Infermi. All'interno del Borgo della cultura spazio per le biblioteche riunite

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La Biblioteca consorziale avrà una sede unica, all’interno del Borgo della cultura che verrà realizzato nei 50 mila metri cubi dell’ex Ospedale Grande degli Infermi. Una sede di prestigio, finalmente consona all’importanza di quella che - dopo un lungo periodo di declino - è tornata ad essere la principale istituzione culturale della città dei papi, grazie all’abile gestione del commissario Paolo Pelliccia.  E c’era anche Pelliccia ad accogliere il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del progetto del Borgo. Il commissario ha consegnato al governatore una lettera riservata. Top secret il contenuto. 

Attualmente la biblioteca consorziale, in particolare quella provinciale degli Anselmi, ha sede in viale Trento, in locali che sono stati sottoposti, sempre sotto la gestione Pelliccia, a un radicale restyling, mentre a Palazzo Santoro, in piazza Verdi, sede della biblioteca comunale degli Ardenti, sono in corso dei lavori di ristrutturazione. L’idea del commissario è stata però sempre quello di riunire le due biblioteche in un’unica cittadella della cultura. Sfumata l’ipotesi dell’ex caserma dei vigili del fuoco (acquisita dall’Università), il sogno di Pelliccia si concretizzerà ora all’interno del futuro Borgo della cultura, nel cuore medievale della città.  Insieme alla biblioteca, l’ex ospedale e il confinante Palazzo Farnese ospiteranno l’Archivio di Stato e la sede della Soprintendenza, un ostello della gioventù, un laboratorio di restauro e la casa del pellegrino, nonché spazi per gli ordini professionali e per il coworking. 

 

Il complesso, le cui origini risalgono al XIII secolo, occupa una superficie di circa 8 mila metri quadrati. Fu abbandonato gradualmente negli anni Novanta, mentre all’inizio degli anni 2000 risale il trasloco degli uffici Asl da Palazzo Farnese all’attuale cittadella della salute. Risale al luglio 2020 il sopralluogo della soprintendente Margherita Eichberg e del direttore generale della Asl Daniela Donetti da cui ha preso forma l’idea di un recupero “che coniugasse la memoria storica a una progettualità moderna”. L’Azienda sanitaria viterbese ha quindi messo in piedi un gruppo di lavoro che ha elaborato il progetto. A dicembre scorso è stato firmato l’accordo tra Mibact, Regione Lazio e Asl.