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Multe sulla Cassia bis, segretario comunale denuncia: "Gli autovelox sono irregolari". Nel mirino i comuni di Formello e Campagnano Romano

Beatrice Masci
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Felice Iacobellis, romano, segretario generale nei Comuni di Sutri, Graffignano e Castiglione in Teverina, da qualche tempo detiene un record singolare, visto che, probabilmente, è l’uomo più multato dalle polizie locali di Formello e Campagnano Romano. Primato singolare in quanto, lui, Formello e Campagnano non li frequenta, non li conosce e a questo punto, dice “non voglio averci a che fare”. Purtroppo, però, Iacobellis, per andare da casa al posto di lavoro, e per spostarsi per motivi di servizio - certificati - tra Roma e la Tuscia, percorre quasi quotidianamente la Cassia bis. Per cui incappa in sei autovelox posizionati strategicamente lungo la statale, e appartenenti ai due comuni. Alla settima multa, Iacobellis ha deciso di reagire, “per una questione di principio”, sostiene. Una questione di principio, ma anche economica, che riguarda centinaia di viterbesi che ogni giorno si spostano dalla Tuscia nella Capitale, per motivi di lavoro, percorrendo la Cassia bis.

 

 

Congelata la comprensibile rabbia, Iacobellis ha chiesto l’archiviazione dei verbali, in base dell’articolo 4 della legge 689/81, comunicando che usa l’auto multata per motivi di servizio e mostrando il decreto prefettizio e sindacale che lo autorizza a muoversi sul quel tratto di strada. “I responsabili del settore di polizia locale dei due comuni hanno risposto in modo negativo alla mia richiesta, e così mi sono messo all’opera”, racconta Iacobellis, che ha iniziato a scavare tra autorizzazioni e permessi, ha inoltrato regolari richieste di accesso agli atti a tutti i soggetti coinvolti e ha scoperto che “quegli autovelox non sono in regola”. I soggetti coinvolti sono, nell’ordine: Anas (che gestisce la strada in questione), Prefettura (che deve concedere l’autorizzazione per installare gli autovelox su precisi punti delle strade) e ministero dei Trasporti (che deve certificare la regolarità degli stessi). “Ebbene - commenta il segretario a conclusione delle sue indagini - ho scoperto che le necessarie autorizzazioni risalgono a dieci anni fa, per cui è chiaro che gli autovelox non vengono tarati e controllati ogni anno come legge impone. Inoltre, almeno per quanto riguarda il Comune di Formello, perché Campagnano non ha risposto alla mia richiesta di accesso agli atti, ho scoperto che le procedure, relative all’esternalizzazione dei servizi, non sono state seguite, visto che non c’è una delibera e neppure una gara di appalto. Si sono limitati ad affidare la gestione degli autovelox alla società esterna. Irregolare”. Così come irregolare, secondo il segretario generale, è l’aver negato l’accesso agli atti “per darmi la possibilità di difendermi”.

 

 

Secondo Iacobellis è necessario verificare se su quella strada esiste oggi l’esigenza di autovelox, a quanto ammonta il fatturato annuo per l’affidamento del servizio e quali prestazioni sono state in concreto devolute alla società privata: se solo quelle di gestione delle apparecchiature o anche quelle connesse di rilevamento e accertamento delle infrazioni. Iacobellis conclude con una considerazione: “Dopo la riforma del Titolo V della Costituzione che impone ai Comuni di provvedere direttamente alle proprie necessità economiche, molti enti hanno deciso di provvedere multando i cittadini, ma non i propri, visto che poi si vendicano al momento del voto, bensì gli altri”. Amara considerazione, che probabilmente accomuna Iacobellis alle centinaia di viterbesi che ogni giorni di recano a Roma per lavoro, percorrendo la Cassia bis, con l’incubo di ricevere multe da polizie locali di paesi che neppure conoscono, se non per il cartello stradale che ne indica la posizione.