Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lazio, concorsi truccati alla Asl. Il dramma degli esclusi, 25 sono viterbesi

  • a
  • a
  • a

Avevano superato lo scritto e l’orale, senza santi in paradiso e senza tessere di partito, e attendevano solo la pubblicazione della graduatoria. Prima o poi il lavoro a tempo indeterminato in una delle Asl laziali, o magari in qualche altro ente pubblico, sarebbe arrivato. Invece il loro concorso - quello da 70 posti da assistente amministrativo bandito dalla Asl di Latina in collaborazione con quelle di Viterbo, Frosinone e Roma 3 - è stato annullato in autotutela per effetto dell’inchiesta della Procura pontina, al contrario dell’altro, quello da 23 posti da collaboratore, finito ugualmente nel mirino dei magistrati ma già concluso. 


Quarantasette dei candidati beffati, 25 dei quali viterbesi, tutti risultati idonei e con punteggio già assegnato, si sono rivolti all’avvocato Antonio Rizzello, che ha presentato una serie di ricorsi al Tar per chiedere la sospensiva dell’annullamento. Il primo è stato discusso nei giorni scorsi, ma il tribunale amministrativo ha rigettato la richiesta. Succede anche questo nelle more delle indagini su questi presunti concorsi truccati nella sanità laziale, che hanno portato all’arresto di due componenti della commissione esaminatrice, Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito, e all’emissione di avvisi di garanzia nei confronti di altri quattro commissari: i viterbesi Anna Guadagnini e Luciano Corinti, più Pietro Masi e Marco Molinari. Ritornando al Tar, spiega Rizzello che il no alla richiesta di sospensiva dell’annullamento del concorso è stato in realtà “solo un no alla misura cautelare. Il Tar non si è espresso nel merito, ha detto semplicemente che a oggi non ci sono le condizioni per la sospensiva. Il che non inibisce la prosecuzione del procedimento. Riteniamo moralmente inaccettabile l’ingiustizia che si sta consumando a danno di chi ha superato le prove in modo onesto e ora, al contrario di coloro che hanno partecipato all’altro concorso, già tutti assunti (compresi i raccomandati, ndr), si vedono cornuti e mazziati anche dalle spese per i ricorsi”, sottolinea Rizzello, che giovedì ha partecipato al programma Monitor della rete pontina Lazio Tv proprio per parlare del concorso di Latina. Rizzello sta ora valutando se presentare o meno ricorso al Consiglio di Stato contro il parere del Tar.

 

“Il concorso era ormai formalmente finito – spiega l’avvocato viterbese – al netto di un solo orale, quello di un candidato che aveva avuto il Covid. La Asl di Latina ha annullato il concorso in autotutela, dopo l’esplosione dell’inchiesta e gli arresti, ma la pubblica amministrazione dovrebbe tutelare prima di tutto i più deboli, che in questo caso sono i candidati che hanno superato le prove senza scorciatoie e che ora vedono sfumare il loro futuro lavorativo guadagnato con l’impegno e con lo studio. Loro sono solo le vittime di un gioco organizzato da altri”. Il conduttore della trasmissione ha insistito a lungo sulla tesi della regia politica dietro la manipolazione di questi concorsi, così come quello di Allumiere. Evitando di attribuire responsabilità che verranno semmai accertate nel prosieguo dell’inchiesta, Rizzello si è limitato a porre un problema di trasparenza: “La domanda che andrebbe fatta è: le Asl interessate dai concorsi avevano realmente bisogno di questi 70 posti e degli altri 23, se è vero che alcuni degli idonei sono stati subito comandati in altri enti?". E’ il caso, per esempio, delle due impiegate precarie regionali assunte dalla Asl di Viterbo a dicembre 2020 e subito rispedite a Roma, ma con un contratto a tempo indeterminato. 

Un’indagine, quella della Procura di Latina sui concorsi truccati nelle Asl, dagli esisti ancora aperti. Se infatti è stato appurato che alcuni candidati venivano palesemente aiutati dai commissari, che gli sottoponevano prima dell’orale addirittura le domande che gli sarebbero state fatte (come emerge dalle intercettazioni che hanno portato all’arresto del presidente della commissione Claudio Rainone e del funzionario Mario Graziano Esposito), l’obiettivo del pm è di verificare gli eventuali mandanti politici di tutto questo presunto complesso sistema di raccomandazioni. Mandanti della cui esistenza si dice convinto il gip Giuseppe Cairo che, nell’ordinanza di custodia cautelare, parla “di sistema collaudato di ampia portata e non occasionale”. E a proposito di politica, domattina sarà senz’altro ascoltata con molto interesse dal pm la viterbese Anna Guadagnini, anche lei commissario di concorso, che in passato è stata sindaco di Sutri, oltre che esponente dei Ds.