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Viterbo, maxi allevamento intensivo di galline a Montefiascone. Ricorso al Tar contro la realizzazione. La protesta del comitato

Alessandro Quami
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Montefiascone, no al mega allevamento intensivo di galline a Montefiascone, alle Mosse: un comitato di residenti di Vallalta chiede al Tar di sospendere la realizzazione dell’opera. Il 24 maggio scorso il comitato ha presentato ricorso al Tar Lazio (la Camera di consiglio è fissata per il 15 giugno), nei confronti del Comune di Montefiascone e di una nota azienda agricola locale.  I residenti, fiancheggiati da Italia nostra, si sono riuniti nel Copattrim, Comitato tutela paesaggio, ambiente, turismo e tradizioni rurali di Montefiascone.

“Chiediamo di fermare la realizzazione di due capannoni avicoli vicino alle abitazioni – afferma il presidente di Italia nostra Lazio, Marcello Rosario Caliman -. L’allevamento intensivo di circa 40 mila galline ovaiole desta allarme per le conseguenti problematiche ambientali, tra cui emissioni nocive di vario genere, odori, rumori, insetti e insorgenze di patologie virali come l’aviaria. L’iter autorizzativo avrebbe dovuto essere accompagnato da strumenti di controllo e valutazione ambientale. In caso di allevamenti di grandi dimensioni di prima classe, sarebbero state necessarie la verifica del rispetto dei requisiti igienico-sanitari e l’ottenimento dell’Autorizzazione unica ambientale che comprende la comunicazione preventiva sull’utilizzo agronomico degli effluenti di allevamento, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la valutazione dell’inquinamento acustico”. Dal comitato precisano che l’azienda agricola contro cui hanno fatto ricorso non è legata in nessun modo all’ex sindaco Luciano Cimarello, come si vociferava ieri mattina. “I nuovi capannoni sono previsti vicino a residenze e attività agrituristiche, in un pregiato territorio collinare – spiega Caliman -. Italia nostra Lazio ribadisce che la valutazione preventiva non ha considerato appieno il delicato paesaggio rurale di Montefiascone. Sia gli sbancamenti resi necessari dalla morfologia collinare del sito che i volumi consistenti dei capannoni, necessiterebbero di misure di mitigazione e compensazione paesaggistica di cui non vi è traccia negli elaborati progettuali”.

 

Sulla base di questi elementi Italia nostra Lazio e Italia nostra Tuscia Viterbese “auspicano” che il Tar del Lazio accolga il ricorso presentato e rivolgono un appello al Comune di Montefiascone affinché sia sospesa la realizzazione dell’allevamento intensivo.  Dal Copattrim fanno sapere che per ora non desiderano svelare i nomi dei componenti il comitato, ma puntualizzano: “Non siamo un comitato partitico, e vogliamo che sia difesa la tradizione agricola e la vocazione turistica del luogo”.