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Viterbo, Talete: consulenze per oltre mezzo milione. Cosa non torna. Ciambella (Pd) ad Arena: "Bisogna fare chiarezza"

Beatrice Masci
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Nel nuovo bilancio di Talete sono previsti 580 mila euro per consulenze esterne, a fronte di 7 milioni e 690 mila euro per le spese del personale. Si tratta di cifre portate all’attenzione del consiglio comunale dalla consigliera del Partito democratico Luisa Ciambella, che ha chiesto spiegazioni al sindaco. “Considerato che Talete spende oltre 7 milioni per il personale - ha argomentato l’esponente di minoranza - vorrei sapere come mai investe 580 mila euro per pagare consulenti esterni, quando nelle spese del personale sono compresi i compensi per due dirigenti e un direttore generale”, senza ovviamente considerare lo stipendio dell’amministratore unico. Ciambella, elencando le spese dell’azienda idrica, ha proseguito: “Oltre alle consulenze esterne, sono iscritti in bilancio 120 mila euro per le spese telefoniche. Arena ha replicato sostenendo: “Credo che le spese gestionali siano motivate”. 

Ampia parte della discussione su Talete, però, soprattutto in considerazione del deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea per il superamento dei limiti di arsenico, che nella Tuscia riguarda sei comuni, è stata incentrata proprio sui controlli. A sollecitare risposte in merito, sulla base della direttiva europea in materia, è stata ancora Luisa Ciambella, la quale ha chiesto di sapere se i controlli vengono eseguiti con la periodicità che la direttiva richiede. E la direttiva, al paragrafo sulla frequenza minima di campionamento e analisi delle acque destinate al consumo umano, indica: “Gli stati membri devono prelevare campioni nei punti in cui i valori devono essere rispettati, al fine di garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti della direttiva”. Il dubbio della consigliera Ciambella è relativo alla periodicità dei controlli: “Vorrei che si verificasse se, per i Comuni che risultano rientrare nei parametri di presenza di arsenico, i prelievi e le analisi sono fatte secondo i criteri di legge”. Il sindaco ha replicato assicurando che a Viterbo i valori di arsenico sono al di sotto dei 10 microgrammi al litro: “Comunque ha detto Arena - verificherò circa la certezza dei controlli periodici”.

 


Il calendario di sorveglianza, che si può consultare sul portale della Asl, stabilisce la frequenza e il tipo dei controlli sulle acque destinate al consumo umano, ed è predisposto in base al numero di abitanti di ciascuna zona di approvvigionamento idrico, indicata nelle schede come rete, serbatoio o fontanella pubblica. I controlli analitici sono di due tipi: controlli di base (che non comprendono arsenico e fluoruri), svolti con maggiore frequenza, e controlli completi che comprendono tutti i parametri. A proposito del limite di 10 microgrammi al litro, per quanto concerne l’arsenico, va detto che la direttiva dovrebbe a breve essere modificata riducendo il limite da 10 a 7 microgrammi al litro.  Intanto, il Comitato Non ce la Beviamo annuncia la partecipazione alla manifestazione nazionale indetta dal Forum italiano dei comitati per l’acqua pubblica in programma oggi a Roma. I comitati saranno in piazza per chiedere che si rispetti l’esito del Referendum del 2011.