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Viterbo ospedale Belcolle, addio alla palazzina Covid. Il blocco D tornerà a ospitare anche gli altri malati. Ripartono le visite ai degenti

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Dal marzo dello scorso anno è stata la trincea dove si è combattuto il Covid-19. Ora il blocco D di Belcolle, quella che dalla pandemia in poi i viterbesi hanno imparato a conoscere come la palazzina Covid, tornerà gradualmente ad ospitare i reparti che c'erano in precedenza. L'annuncio è arrivato dalla Asl di Viterbo che ha diramato una nota nella quale dà notizia che presto verranno riaperte, sempre per step, anche le visite alle persone ricoverate.

Sulla scorta dell’andamento della curva epidemiologica e del tasso di ricovero di pazienti affetti da Covid-19, già da alcune settimane tutta la rete ospedaliera della provincia di Viterbo sta progressivamente riallineandosi all’offerta di servizi e all’organizzazione degli stessi pre pandemia. Dunque a partire dalla prossima settimana il blocco D " gradualmente tornerà ad ospitare le unità di degenza di Oncologia, Ematologia, Malattie infettive e Spdc, fino ad arrivare al suo usuale assetto e all’ordinaria attività".

 

Parallelamente, aggiungono dalla Asl, "pur restando vigenti gli obblighi di indossare la mascherina, di sottoporsi alla misurazione della temperatura in entrata e del distanziamento sociale, l’accesso in reparto per i cari sarà consentito, anche se con il limite di un parente per ogni singolo degente. Ciò al fine di mantenere le misure di sicurezza necessarie alla prevenzione della diffusione del virus". L'azienda poi invia un messaggio a chi ha lavorato in prima fila nella lotta al virus: "L’azienda ringrazia tutti gli operatori sanitari impegnati in queste ore, e nei prossimi giorni, nello sforzo aggiuntivo messo in campo per consentire questo importante riassetto organizzativo dei servizi. Impegno e dedizione che i professionisti della sanità della Tuscia, sanitari e amministrativi, non hanno fatto mai mancare in tutto il periodo di emergenza. A quelle poche sigle sindacali, avvezze a giudicare pubblicamente il servizio sanitario locale per finalità strumentali, l’Azienda chiede maggior rispetto è il riconoscimento del lavoro svolto seriamente al servizio della comunità di appartenenza".