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Viterbo, anziano travolto dallo scooter. Per il pm fu omicidio stradale. Processo nel vivo

Valeria Terranova
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Sessantenne a processo per omicidio stradale per l’incidente avvenuto il 23 dicembre del 2017 al Pilastro che quando un anziano morì dopo essere stato travolto dal motorino guidato dall’imputato. Ieri nuova udienza del processo. “Quando arrivammo sul luogo dell’incidente erano già presenti i sanitari del 118 e la vittima era riversa a terra. Si trattava di un uomo di una certa età. Il conducente che era a bordo del motorino stava viaggiando su via Alessandro Volta in direzione del viale Bruno Buozzi e travolse l’anziano che in quel momento stava attraversando la strada per dirigersi al bar di fronte ed era a più di 7 metri dalle strisce pedonali. Considerando l’impatto la vittima era al centro della strada e non sapremo mai perché si trovava in quel punto, ma sicuramente era stata ribaltata indietro” ha dichiarato un ispettore della polizia locale sentito come testimone.

“La strada è a doppio senso di circolazione con degli stalli per i posteggi. Di solito settimanalmente si svolge anche il mercato e l’area viene occupata dalle bancarelle dei vari ambulanti – ha spiegato l’agente-. La vittima, che abitava a poca distanza dal posto in cui avvenne il fatto ci apparve subito in gravi condizioni e infatti morì 4 giorni dopo il sinistro. Nell’immediatezza ci occupammo dei rilievi e sull’asfalto c’erano tutti i segni dell’incidente Per quanto riguarda la visibilità devo dare atto del fatto che c’era sole radente. Successivamente ascoltammo tutti i presenti. Il pedone era uscito dalla propria abitazione che si trova a neanche 50 metri e non stava attraversando sulle strisce pedonali”.

 

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanni Bartoletti, ha chiesto al teste se fosse probabile e verosimile che il suo assistito possa essere stato abbagliato dai raggi del sole o se ci fossero ostacoli che potessero assicurare un’ampia visuale. “Non sono in grado di dire se il centauro fosse stato accecato dalla luce solare radente e quindi non aver visto l’uomo che stava attraversando” ha affermato il poliziotto. La figlia dell’uomo deceduto si costituì parte civile durante l’udienza di ammissione prove ed è assistita dall’avvocato Marco Prosperoni. Stando all’ipotesi accusatoria, l’imputato avrebbe percorso la carreggiata ad un’andatura non adeguata alle peculiarità della strada, alle condizioni di illuminazione e della circolazione che si erano create. Il dibattimento riprenderà il 17 febbraio del prossimo anno con l’ascolto di altri testimoni della difesa e con l’esame dell’imputato, che potrà fornire la propria verità e chiarire i contorni della vicenda.