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Viterbo, ucciso da un fulmine sul lago di Bolsena. Dopo un anno a Gradoli il ricordo di Gianni Rizzo

Annamaria Socciarelli
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“L’8 giugno di ogni anno, fino a quando ce la faremo, verremo qui a ricordare nostro figlio”.  Lo ha detto la mamma di Gianni Rizzo, il giovane di 36 anni di Rovigo che l’8 giugno di un anno fa ha perso la vita, colpito da un fulmine, sul lago di Bolsena, nel tratto che va dalla Cetosa a Valle Gara. I genitori, gli zii e alcuni amici hanno voluto commemorare la sua assurda scomparsa con una piccola cerimonia che si è svolta proprio sul luogo in cui Gianni è morto. 

Presenti il sindaco Attilio Mancini, il suo vice Carlo Benedettucci, il parroco don Domenico Bruni e i carabinieri della stazione di Gradoli.  Un evento semplice e commovente, durante il quale mamma Giovanna e papà Lucio hanno consegnato al sindaco di Gradoli una targa in cui è stata trascritta la lettera che Attilio Mancini aveva inviato loro nei giorni successivi al tragico evento, in cui il sindaco sottolineava la passione del giovane per la natura, la pesca, l’acqua. “E proprio la natura, la pesca, l’acqua - si legge nella lettera - hanno voluto prenderselo, come quando si sceglie e si afferra la cosa considerata la più preziosa, per tenersela gelosamente stretta a sé”. “Sì - ha aggiunto Mancini nella missiva - credo certamente che ora Gianni potrà ‘insegnare anche agli angeli a pescare’ imbracciando quella canna che gli è stata fatale!” 

 

La targa sarà apposta in quel tratto di spiaggia del lungolago gradolese in cui si è spezzata una vita, appena finiti i lavori (ormai imminenti) della pista ciclabile.  I genitori del ragazzo hanno poi appoggiato in riva al lago una grossa composizione di fiori, il parroco ha impartito la benedizione e gli amici di Gianni hanno lanciato le esche che lui stesso usava per praticare il suo sport in acqua; è seguito un lungo applauso e la cerimonia si è conclusa col lancio di piccoli fumogeni colorati di azzurro.  Il dolore per un momento si è trasformato in gioia “perché - come hanno ribadito i genitori del giovane - a un anno dal triste evento, solo i ricordi possono consolarci”.