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Viterbo, maltrattamenti alla moglie. Condannato ex terrorista dei Nap. Assolto dall'accusa di violenza sessuale

Valeria Terranova
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È stato condannato a 2 anni e mezzo Littorio Furfaro, ex terrorista del Nap, accusato di maltrattamenti in famiglia e stalking ai danni della ex moglie. Dopo alcune battute d’arresto, ieri martedì 8 giugno si è celebrata l’udienza decisiva del processo a carico dell’ex militante nei nuclei armati proletari, con già 14 anni di carcere alle spalle. Stando all’impianto accusatorio, l’ottantenne residente a Vetralla, e assistito dagli avvocati Anna Paradiso e Giuseppe Picchiarelli, durante gli anni di matrimonio fu accusato di aver costretto l’ex coniuge ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, non solo con lui, ma anche con altri uomini.

La vittima, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Cinzia Luperto, dopo un calvario durato circa 15 anni, decise di lasciare il marito nel 2012 e conseguentemente a un infortunio causato da un sinistro stradale avvenuto nell’estate del 2014 i medici dell’ospedale Belcolle, nel prestarle soccorso, si accorsero che la donna, oltre ai traumi fisici presentava dei dolori più profondi. Infatti, a questo proposito, nel corso del dibattimento affiorarono ulteriori particolari che portarono la pubblica accusa a sostenere che le violenze sessuali subite dalla donna le venivano inferte dal marito “a scopo terapeutico” per permetterle di superare il trauma dei presunti abusi subiti dal padre da piccola.

 

Alcuni familiari della coppia sentiti in qualità di testimoni dichiararono di essere terrorizzati dall’uomo, che non permetteva alla donna di lavorare o di instaurare amicizie per motivi di gelosia, obbligandola a rimanere in casa. Le rivolgeva frasi come ‘Sei andata a fare la zoc**la, lo so che hai l’amico, ti ammazzo’, ‘Chi lavora si fa zoc**la’. Dopo la separazione, l’uomo continuò a pedinare la donna, minacciando lei e i suoceri di morte. Il pm Eliana Dolce, al termine della requisitoria, ha chiesto una condanna a 4 anni e 8 mesi. Il verdetto emesso dal collegio, ha condannato l’ottantenne a 2 anni e 6 mesi di reclusione, assolvendolo dall’accusa di violenza sessuale. “Attendiamo di conoscere le motivazioni per le quali il nostro assistito è stato condannato per maltrattamenti in famiglia – hanno affermato i difensori – poiché, a nostro avviso, dal giudizio è emersa l’assoluta inattendibilità della ricostruzione offerta dalla persona offesa e poi faremo ricorso in appello”.