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Viterbo, energie rinnovabili. Luisa Ciambella (Pd) "Servono regole certe". Il convegno online | Video

Alessandro Quami
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Servono regole certe per difendere il paesaggio e l’ambiente dall’utilizzo sbagliato e aggressivo delle energie rinnovabili. Questo il tema del convegno-dibattito on line, dal titolo “Una primavera di bellezza. L’Italia che vogliamo”, promosso dalla consigliera comunale del Pd Luisa Ciambella, che ha avuto tra i relatori Vittorio Sgarbi, sempre più in prima per la difesa delle bellezze storico-artistiche a ambientali della Tuscia (a cui ha dedicato già vari interventi sui giornali nazionali), la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, Antonio Rancati (Cetri Taires), il giornalista Rai Marco Frittella e Fiorello Primi, presidente dell’Associazione dei borghi più belli d’Italia. 

 

 

PRIMAVERA DI BELLEZZA - L'ITALIA CHE VOGLIAMO

Il Centro Studi Aldo Moro, insieme a Rivista Ambiente e Il Domani D'Italia ha organizzato, per Lunedì 7 Giugno alle ore 18:30, un convegno-dibattito online dal titolo “Una primavera di Bellezza - L’Italia che Vogliamo” per discutere di tutela del territorio, salvaguardia del paesaggio, difesa dell’ambiente e promuovere una moratoria sulle energie rinnovabili. Ne parleremo con autorevoli relatori Luisa Ciambella, Vittorio Sgarbi, Stefania Proietti, Antonio Rancati, Marco Frittella e Fiorello Primi

Pubblicato da Luisa Ciambella su Lunedì 7 giugno 2021

 

Posto che le rinnovabili sono l’unico futuro possibile, si è dibattuto della necessità di coniugare in maniera armonica queste nuove fonti energetiche con il paesaggio e le vocazioni dei luoghi, tanto più in una provincia come quella di Viterbo caratterizzata da coltivazioni di qualità, siti archeologici, borghi storici e in definitiva a forte attrazione turistica. Negli ultimi anni, ha spiegato Ciambella, si è assistito a un incremento smisurato di progetti per la costruzione di impianti di fotovoltaico ed eolico: circa 2500 gli ettari di territorio interessato. “C’è un progetto - ha ricordato - per la zona vicina al teatro romano di Ferento: 100 ettari di fotovoltaico fino alla vicina necropoli dell’Acquarossa. Non solo: situazione analoga a Civita di Bagnoregio, candidata a patrimonio Unesco, dove si vorrebbero installare torri di 100 metri. Per non parlare del parco eolico previsto a Tuscania. Sono dei gioielli che uno dovrebbe preservare”. Gli impianti, quindi, secondo la consigliera dem, “dovrebbero essere installati in siti industriali dismessi o lungo le autostrade”. Critiche, poi, al Comune di Viterbo, che “ha disertato quasi tutte le conferenze dei servizi dove si discutevano i progetti”. Per Ciambella, “servono dei piani che limitino la proliferazione degli impianti vicino alle bellezze paesaggistiche e artistiche. Nessuno vuole bloccare nessuno, ma gli impianti vanno autorizzati e ciò può avvenire solo in presenza di un atto di pianificazione”. 

 


Frittella ha chiesto invece di trattare l’argomento non in modo ideologico, ma pragmatico, “in quanto le rinnovabili sono comunque il futuro”. “Se tutto viene regolamentato, la tutela è anche più semplice”, ha commentato dal canto suo Rancati. Mentre per la sindaca di Assisi “il cambiamento climatico rischia di distruggerci. Non si può andare avanti con le fonti fossili perché il nostro schema di sviluppo ha portato a questo squilibrio”. Poi Fiorello Primi, che ha fatto presente la necessità “di una programmazione nazionale che metta dei paletti, tenendo conto che poi saranno le Regioni e i Comuni ad attuare questi piani”.  Infine, Sgarbi, sindaco di Sutri, che ha proposto di “cominciare a immaginare un manifesto del paesaggio come bene comune intoccabile, in qualunque posto d’Italia”. Ha concluso la Ciambella: “Servono regole certe a livello nazionale e serve anche una convergenza parlamentare. Conto sull’aiuto di chi è intervenuto al convegno, soprattutto per far assumere anche all’Anci (Associazione dei Comuni italiani) una posizione chiara e decisa su questo tema”.