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Viterbo Imu, Irpef e Tarsu non riscosse. Il Comune ha crediti per più di 30 milioni. L'avvertimento dei revisori dei conti

Alessandro Quami
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In seconda commissione, per illustrare il consuntivo di gestione 2020, ha debuttato ieri mattina, lunedì 7 giugno,  il nuovo assessore Alessandro Alessandrini, secondo il quale il bilancio in questione mostra “un risultato di amministrazione positivo, indicando l’equilibrio finanziario del Comune”.
Ma dai banchi dell’opposizione Alvaro Ricci, capogruppo del Pd, non ci sta: “L’avanzo libero di quasi 4 milioni non è un buon risultato: non siamo una società per azioni che deve fare utili, ma un Comune, che raggiunge un buon risultato quando si spendono tutti i soldi a disposizione per dare servizi ai cittadini. Inoltre, ci avevano detto che ci sarebbero stati 8 milioni di residui da spendere, invece dal documento ne risultano solo 4.6”. “Il sindaco - ha aggiunto - ha promesso di spendere tutti i soldi dell’avanzo per la sistemazione delle strade, ma poi a conti fatti l’amministrazione non riesce a farlo. E questo è un male”. 


Ma veniamo ai numeri più importanti contenuti nel documento: nel 2020 l’amministrazione Arena ha gestito un patrimonio netto di 118 milioni e 366 mila euro, ottenendo un risultato economico (utile) di quasi 5 milioni. Le riserve ammontano a 115 milioni. Il risultato di gestione al 31 dicembre è stato di 82 milioni e 355 mila euro. Il 1° gennaio si era partiti con un fondo cassa di 42 milioni, arrivato a 53 (saldo di cassa al 31 dicembre 2020) per la differenza tra 75.4 milioni di riscossioni e 64.5 di pagamenti. A questi 53 milioni sono stati aggiunti 84.3 milioni di residui attivi e sottratti 36.9 milioni di residui passivi, più il fondo pluriennale vincolato per spese correnti (3.2 milioni) e quello per le spese in conto capitale (14.6 milioni). Arrivando così, parole di Alessandrini, “a una disponibilità di 3,926 milioni, che potranno essere utilizzati dopo il via libera del Consiglio. Ma bisogna dire che oggi non è facile spendere tutte le risorse: troppi i vincoli di legge da rispettare”.  Tra i residui attivi figurano crediti tributari per 30.8 milioni, di cui 2.3 per avvisi di accertamento Imu emessi nel 2019 e relativi agli anni d’imposta 2014 e successivi; 2.9 di Tarsu del 2019; 2.6 di addizionale Irpef 2019; 1.9 di recupero evasione Imu 2018. I crediti su entrate extratributarie sono pari a 34.2 milioni, tra cui ci sono 2 milioni sul ruolo violazioni amministrative Regione Lazio dal 2014 al 2017; oltre 1 milione per violazioni codice della strada 2019; 1.5 milioni per ristoro economico dai Comuni utenti della discarica. 

 


In questo quadro, i revisori dei conti hanno raccomandano di alzare l’attenzione soprattutto sui residui, vale a dire i crediti maturati ma non ancora riscossi e le spese nate ma non ancora pagate: “In riferimento alla gestione dei residui - si legge nel loro parere - si rileva che l’anzianità di alcuni di essi evidenzierebbe criticità in ordine alla riscossione dei crediti. Sul punto si raccomandano azioni di recupero più celeri e incisive, costanti e continue, anche attraverso operazioni straordinarie ed escussioni di garanzie prestate ancorché utili all’incasso dei crediti vantati, atteso che i crediti non incassati fanno perdere nel tempo il requisito dell’esigibilità agli stessi”. La commissione ha approvato la proposta di delibera, che nei prossimi giorni sarà oggetto di una discussione più approfondita in aula.