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Viterbo, mafia. Pene ridotte in appello per la banda che terrorizzava la città. Tutti i condannati

Valeria Terranova
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La Corte d’appello di Roma ha limato le pene disposte in primo grado ai due boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi, e ad altri membri della loro banda coinvolti nel processo di Mafia Viterbese. A Giuseppe Trovato 12 anni e 9 mesi; a Ismail Rebeshi 10 anni e 11 mesi; 7 anni per Gabriele Laezza; 4 anni e 8 mesi per Gazmir Gurguri; 6 anni e 4 mesi per Shkelzen Patozi; 5 anni per Fouzia Oufir, ex compagna di Trovato; e 3 anni e 6 mesi per Luigi Forieri. Pene confermate, invece, per Spartak Patozi, 8 anni e 8 mesi; e Martina Guadagno per il solo reato di favoreggiamento, 2 anni e 4 mesi. Condanna ridotta anche per Dervishi Sokol, il pentito che collaborò con i magistrati, condannato a 4 anni e 6 mesi. La sentenza è arrivata ieri nel tardo pomeriggio, dopo più di due ore di Camera di consiglio. 

I due boss, Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi ed altri 8 componenti del gruppo, che mise a ferro e fuoco il capoluogo per due anni, furono condannati complessivamente a oltre 79 anni di carcere l’11 giugno dell’anno scorso. In quella circostanza, il gup romano Emanuela Attura, accogliendo le tesi formulate dai due pm Giovanni Musarò e Fabrizio Tucci della Dda di Roma, aveva riconosciuto il vincolo di associazione di stampo mafioso nei confronti di quasi tutti i membri, a esclusione della 33enne Martina Guadagno, dipendente presso un negozio di compro oro di proprietà di Giuseppe Trovato. La giovane fu l’unica ad essere esclusa e quindi assolta dal vincolo associativo e venne condannata solo per favoreggiamento a 2 anni e 4 mesi. Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi, accusati di aver tenuto in ostaggio la città di Viterbo tra il 2016 e il 2018, con minacce, attentati incendiari ed estorsioni, furono giudicati con rito abbreviato e condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso rispettivamente a 13 e 4 mesi e 12 anni di reclusione.

 

La sentenza stabilì pene altrettanto consistenti anche per gli altri affiliati: Fouzia Oufir, ex compagna di Trovato, 5 anni e 4 mesi; Gazmir Gurguri, 7 anni e 4 mesi; Gabriele Laezza, 8 anni; Spartak Patozi, 8 anni e 8 mesi; Shkelzen Patozi 8 anni; Luigi Forieri, 8 anni e 4 mesi, Sokol Dervishi, 6 anni. A marzo, secondo il parere del procuratore generale, malgrado la sentenza di primo grado lasciasse pochissimi spazi alle strategie difensive, la corte avrebbe dovuto riconsiderare la durezza delle pene. “In parte siamo soddisfatti – ha commentato a caldo l’avvocato Roberto Alabiso, parte civile e difensore di alcune vittime- ma attendiamo di leggere le motivazioni espresse dalla corte per ulteriori considerazioni”.