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Viterbo sagre. Ripartenza frenata dalle restrizioni anti Covid

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Daniela Venanzi
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Sono gli appuntamenti più attesi dell'estate, quelli delle sagre e delle fiere locali. Quelli che tra piatti, prodotti tipici ed eventi musicali, mettono in movimento centinaia, a volte migliaia di turisti. Il 2020, per via del Covid e delle restrizioni, è stato l'anno che ha visto bruciare, nella provincia di Viterbo, praticamente tutte le date consolidate negli anni. Tra funghi, castagne, nocciole, ciliegie, lumache, e tante altre specialità locali, non si è salvato nessuno. Tradizioni in alcuni casi decennali, spazzate via dall'incedere senza riguardi del virus. 

Quest'anno, con l'allentamento delle maglie, come è la situazione? Sarà possibile per qualche paese ritornare alla normalità? Il primo cittadino di San Lorenzo Nuovo ci sta provando. La sagra degli gnocchi, che solitamente si svolge ad agosto, ha visto mettere in campo anche 8 tonnellate del prelibato primo piatto, fatto con le patate della Tuscia e proposto al ragù, al burro e salvia, alla vodka e al pesto: “L’anno scorso - dice il sindaco Massimo Bambini - è stato proprio impossibile realizzarla, quest'anno stiamo facendo tutte le valutazioni del caso e vagliando ogni possibilità. La volontà di tutti è quella di farla e ci vorremmo riuscire. Certo senza incidere sulla sicurezza delle persone e rispettando norme e regolamenti. Ancora non abbiamo preso una decisione definitiva, ma ce la metteremo tutta".  Anche la sagra della lumaca di Graffignano era un appuntamento atteso da cittadini e turisti, ma per questo evento a mettere la parola fine ci pensa Pierpaolo Bannella dell'associazione nata ad hoc: "Anche per questo 2021 non realizzeremo la sagra - dice Bannella - purtroppo essendo una associazione no profit e nel rispetto delle normative ad oggi in vigore non riusciremo, con tutti i limiti previsti, a realizzare con nostro rammarico questo tradizionale appuntamento. Speriamo sia l'ultima volta che accada, noi non vediamo l'ora di ritornare a questa nostra bella tradizione". Un altro appuntamento che creava grandi aspettative nella provincia, era quello del cavatello, sempre ad agosto, una tipologia di pasta fatta con acqua e farina e che a Vitorchiano era un polo di attrazione enorme. Massimiliano Borzacchini della Pro loco, anche lui lascia poche speranze: "Per come stanno adesso le cose, con il piano di sicurezza previsto dalle attuali normative Covid, ci sono troppi paletti e sarà impossibile poterla realizzare. A noi dispiace ma a meno che, non esca qualche nuova direttiva e le cose cambino, le condizioni non ci sono proprio". 

 

L'unico a dare buone notizie e la certezza delle date dedicate alla sagra della nocciola, che risale addirittura ai primi anni 50, e che sarà realizzata dal 23 agosto al 1 settembre, è il sindaco Stelliferi di Caprarola: "La faremo, è deciso. Certamente non sarà una edizione al completo con la prevista sfilata dei carri, stiamo studiando altre modalità, tipo lasciare i carri fermi in alcuni punti e posizionati solo per la visione. Una sfilata con il suo seguito infatti, non permetterebbe di evitare assembramenti. Non si faranno balletti, - spiega il sindaco - ma saranno previste comunque esibizioni musicali da vedere e ascoltare. Nel rispetto delle regole e della tutela della salute, la sagra sarà fatta".