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Viterbo, "a gennaio cade Arena". Clamorosa indiscrezione. Dentro la maggioranza c'è chi scommette sulle elezioni anticipate

Roberto Pomi
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Non sappiamo se le voci di corridoio che circolano a Palazzo dei Priori in questi giorni corrispondano ai desiderata di alcuni o al sentimento di molti, fatto sta che in tanti ambienti di maggioranza si parla con sempre più insistenza di fine anticipata della consiliatura. Crisi ed elezioni comunali nel 2022. Questo è almeno il clima che si respira nei gruppi consiliari, al momento tenuti sotto controllo dagli ordini di scuderia che arrivano dai partiti. 

Fedeli al sempreverde motto di “tutto bene madama la marchesa”, tutti guarderebbero in realtà al gennaio 2022 come possibile momento buono per tirare le ganasce di fine corsa in un contesto di possibili cambiamenti anche nazionali e regionali, posto che si parla con sempre maggiore insistenza di Draghi alla presidenza della Repubblica, quindi di elezioni nazionali anticipate, ovvero di ritorno alle urne prima del tempo anche per la Regione.  In questi giorni, se diversi consiglieri hanno scalpitato in seguito alla turbolenza apertasi con la vicenda Contardo, i partiti hanno dall’altra parte tirato la briglia. Diverse le riunioni interne, delle varie anime partitiche e civiche della maggioranza, in cui i toni si sono alzati. L’ultima vicenda che ha riscaldato gli animi e gettato benzina nel braciere di chi vorrebbe staccare la spina all’attuale amministrazione è legata alla palestra di Santa Barbara offerta da via Ascenzi come hub vaccinale. 

E’ un fatto infine che gli “apocalittici” che preferirebbero tornare alle urne si trovano dentro ognuna delle forze che regge l’attuale giunta.  Rientrerebbero in questo scenario anche i silenzi sulla questione Contardo e il rimanere tutti fermi, di fronte al cataclisma nella Lega, senza rivendicare nulla. I leghisti si sarebbero presentati infatti al tavolo chiedendo un rimescolamento generale delle carte, nella speranza di ridare slancio all’attività amministrativa, e facendo anche i nomi, come nuovi assessori, di volti esperti come Giulio Marini e Gianmaria Santucci. Il problema è che di fronte all’invito hanno tutti glissato, chiedendo di proseguire con l’assetto attuale.