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Viterbo, Moltoni fa causa al Comune: “Danno d'immagine”

Massimiliano Conti
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Viterbo, Chicco Moltoni fa causa al Comune. L'ex consigliere comunale chiede a Palazzo dei Priori un risarcimento per un presunto danno di immagine da lui subito nella vicenda della condanna per danno erariale da parte della Corte dei conti. E' del 27 aprile scorso la determina con cui il settore affari amministrativi affida all'avvocato Chiara Trapani l'incarico di difendere il Comune. Moltoni, a quanto pare, avrebbe lasciato al giudice il compito di quantificare il danno ma la cifra dovrebbe superare i 100 mila euro, anche a giudicare dalla parcella di oltre 13 mila euro, comprensiva degli oneri legali, che l'amministrazione ha riconosciuto all’avvocato Trapani.

La storia parte da lontano. Parte appunto dalla condanna che la magistratura contabile inflisse a 8 membri dell'ex giunta Gabbianelli, compreso l'attuale sindaco Giovanni Arena, per il buco milionario del Cev, la società partecipata che gestiva il servizio della raccolta dei rifiuti nel capoluogo all'inizio del millennio. In particolare per avere votato una delibera, durante le festività natalizie del 2004, con cui si dava via libera all'ingresso dei privati nella società. Oltre a Moltoni e ad Arena, a dover risarcire il Comune erano stati chiamati gli ex assessori Fosca Mauri Tasciotti, l'attuale deputato di Fratelli d'Italia Mauro Rotelli, Marco Bracaglia, Maurizio Tofani e Antonio Fracassini (quest'ultimo scomparso nel 2013). Tutti gli assessori erano assicurati contro questi “incidenti di percorso” che per chi ricopre incarichi amministrativi sono tutt'altro che infrequenti ma inizialmente la compagnia con cui il Comune aveva stipulato le polizze si rifiutava di pagare in quanto la condanna arrivò a consiliatura già conclusa e quindi a mandato terminato. Di lì un'altra causa legale, tra Palazzo dei Priori e l'assicurazione, conclusasi lo scorso anno con una accordo di intermediazione stipulato presso la Camera di commercio in forza del quale gli 80 mila a euro a testa di danni sono stati saldati dalla compagnia. “La polizza prevedeva la copertura anche per i cinque anni successivi.

 

Secondo l’assicurazione, che ha risposto ‘fateci causa’, il Comune avrebbe dovuto dare comunicazione. Ma evidentemente l’assicurazione aveva torto”, dichiarava Moltoni nell'aprile 2018, all'indomani della sentenza con cui il tribunale aveva condannato la compagnia. Nel frattempo Moltoni aveva subìto la gogna per la sua presunta incompatibilità a ricoprire l'incarico di consigliere durante l'amministrazione Michelini. Il caso, ricordiamo, era scoppiato dopo che Moltoni, rieletto nel 2013 in una lista civica a sostegno dell'ex sindaco, era passato all'opposizione perché in contrasto con le scelte della giunta. Una vicenda, quella della decadenza di Moltoni (che a differenza del consigliere e poi assessore Maurizio Tofani non aveva mai saldato il conto), che si è trascinata a lungo, nella sala d'Ercole e sulle pagine dei giornali. La scelta dell'ex consigliere di rivolgersi al giudice per ottenere un danno di immagine tutto da dimostrare deriva anche se non soprattutto da questo.