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Viterbo, riaperture. Ancora poche prenotazioni negli hotel della Tuscia

Alessandro Quami
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Il turismo riparte grazie agli italiani e soprattutto ai romani. Prenotazioni in ripresa per agriturismi, case e bed and breakfast; meno per gli alberghi, che in genere sono scelti dagli stranieri, che però ancora latitano. Per quanto concerne le destinazioni, a Montalto e Tarquinia gli ombrelloni e le case sono già tutte prenotate; a Bolsena si soffre di più in quanto è lì che l’impatto degli stranieri, soprattutto tedeschi e olandesi, è più alto. Un discorso a parte va fatto per Civita di Bagnoregio, che non conosce crisi. Senza dimenticare le restrizioni alla circolazione causate dal Covid e le condizioni meteo, che in questo maggio non hanno di certo aiutato. Però, come dice l’ex sindaco di Bolsena Paolo Equitani, uno dei maggiori imprenditori del turismo della provincia, “la speranza è l’ultima a morire, e già dalla prossima settimana, quando le restrizioni dovrebbero allentarsi, avremo un quadro più chiaro, anche delle prenotazioni. In ogni caso, a oggi le prenotazioni sono italiane e vengono spostate sempre più in là, ad agosto e settembre, quando l’incertezza sulla pandemia dovrebbe essere minore”.

 

A Viterbo le previsioni sono positive anche se non si recupererà tutto quanto si è perduto: “Le prenotazioni concluse nelle strutture alberghiere sono sotto al 30% rispetto al 2019”, spiega Luca Balletti, di Federalberghi Viterbo: “Finché gli stranieri e il turismo organizzato non ritorneranno ad aumentare (non prima del prossimo anno), la domanda è rappresentata dal turismo di prossimità, e i turisti che vengono dalle zone vicine non prenotano con molto anticipo. Comunque, la stagione si prevede in ripresa e ci auguriamo non ci siano altri intoppi”, aggiunge il presidente di Federalberghi e imprenditore del settore. Un comparto fondamentale del turismo cittadino è quello termale: “Noi riapriamo l’hotel il 28 di questo mese, in quanto abbiamo fatto la ristrutturazione - dicono dalle Terme dei papi - e abbiamo molte prenotazioni per il 2 giugno. Si tratta soprattutto di romani. In seguito, torneranno anche i clienti classici per le cure termali delle due settimane. Non ci sono stranieri”.

 


Anche i laghi attraggono villeggianti. “Gli stranieri non ci sono, ma speriamo che con la fine della quarantena possano tornare presto - afferma Equitani -. Gli italiani hanno sempre preferito agosto, e ora ancora di più, in quanto pensano che più in là tante restrizioni cadano. Speriamo che presto si possa tornare alla normalità: ci sono centinaia di lavoratori che stanno a casa”. Anche le condizioni atmosferiche non hanno, finora, aiutato: “La sera in campeggio è freddo, e la gente va via - precisa Equitani -. Tra i fattori che stanno influendo negativamente c’è anche la politica che non ci sta aiutando. Speriamo che dalla prossima settimana ci sia più chiarezza, e che anche il tempo sia clemente”. Al mare di Tarquinia e Montalto le cose non cambiano molto: gli operatori parlano di prenotazioni negli hotel che languono, per i motivi soliti, vale a dire perché il turismo è di prossimità (dalla provincia, da Roma, Terni e Orvieto) e si prenota a ridosso della villeggiatura. Ma ombrelloni e case sono tutte prenotate. A Civita, infine, splende sempre il sole: “Le prenotazioni vanno a gonfie vele: B&b e agriturismi sono pieni di italiani - dice il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Per quanto riguarda gli ingressi, a Civita siamo tornati sui 5 mila turisti nei fine settimana: pochissimi stranieri (massimo 5 per cento), ma con il Covid è così. In ogni caso, con meno restrizioni e con la riapertura ai turisti europei le cose andranno meglio anche con l’estero”.