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Lazio, concorsi truccati alla Asl. Il gip: "Sistema collaudato”. Spunta intercettazione con un politico

Massimiliano Conti
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Mentre c’è chi parla di “sistema” - ne parla tra gli altri lo stesso gip nell'ordinanza - e mentre dalle intercettazioni saltano fuori rapporti sospetti tra gli indagati e la politica regionale, dall’inchiesta su concorsi truccati, che ha visto finire in manette un dirigente e un funzionario della Asl di Latina, emergono nuovi risvolti viterbesi legati a una delle due selezioni “incriminate”. 

 


Il 15 dicembre 2020 la Asl di Viterbo assume attingendo dal concorso di Latina 15 collaboratori amministrativi tra i 70 in graduatoria. Alcuni giorni dopo, il 18 e il 31 dicembre, con delibere n. 2716/2020 e n. 2841/2020, due di questi neoassunti a tempo indeterminato vengono “comandate” negli uffici della Regione Lazio per un anno. Curiosamente una delle due, a meno che non si sia trattato di un caso di omonimia, aveva già in essere un contratto con la Regione ma a tempo determinato. Le analogie con la vicenda del concorso di Allumiere, il “bando dei miracoli” come è stato ribattezzato, non mancano. Si utilizza un concorso bandito da un ente, là il Comune della provincia di Roma qua la Asl pontina, per dirottare personale in Regione, almeno questo è il sospetto. “Quello che sembra emergere - afferma il presidente della commissione regionale trasparenza e consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo - è che nel Lazio esiste un sistema, che non riguarda solo le Asl ma anche i Comuni della provincia, che ha come obiettivo quello di cercare di usare le istituzioni per i propri interessi. Aggiungo che è impensabile utilizzare modalità clientelari in ogni ambito, ancora di più in quello della salute pubblica in questo momento”. 

 


Intanto, a quanto riportato ieri, sabato 22 maggio, da Repubblica, i due concorsi sospetti – il primo per 23 posti e il secondo per 70 - sono finiti anche in un'inchiesta antimafia. La Dda di Roma, indagando sugli affari delle organizzazioni criminali nel territorio pontino, si era imbattuta nelle conversazioni dell'ex direttore amministrativo della Asl di Latina Claudio Rainone, membro della commissione del concorso, che al telefono soffiava ad alcuni candidati le domande della prova orale, finito agli arresti insieme al funzionario Mario Graziano Esposito.
Nelle intercettazioni dell'inchiesta (dieci in totale gli indagati, tra cui 5 candidati favoriti dalle soffiate), è finito anche l’ex direttore generale della Asl di Latina, e oggi manager dell’Asl Roma 2, Giorgio Casati mentre parla con un misterioso politico di nome Bruno: “Rainone? Ha fatto carriera, adesso è direttore amministrativo facente funzione… perché lui fa tutti i piaceri”, dice Casati al misterioso Bruno. 
“Quell’altro (riferito a Visconti, attuale direttore sanitario dell’Asl di Latina, ndr) – continua Casati - lo tengono per le palle per N ragioni, quindi adesso la politica sta dilagando, la gente non esce neanche dagli uffici mi raccontavano... mi han fatto ieri il provvedimento mi son sentito male, io sarei andato giù a Latina, avrei preso un bastone, dallo sulla testa a questi c...... di politici bastardi, cioè la persona più malfidata, scorretta, ladrona che c’è l’hanno messa li”.
“La conversazione – si legge nell'ordinanza – fa emergere il dissenso dell’ex direttore generale dell’Asl di Latina nei confronti dell’attuale gestione rea, secondo Casati, di essere eccessivamente influenzata dalla politica. Casati ritiene Rainone condizionabile dalle esigenze politiche e proprio questa stretta relazione con la politica rende i dipendenti insicuri della propria posizione”. Secondo il gip Giuseppe Cairo le conversazioni di Rainone sarebbero la prova “di un sistema collaudato di ampia portata e non occasionale”, e “quasi tutte le posizioni utili di graduatoria” sarebbero finite “a soggetti legati da rapporti amicali, di colleganza o di appartenenza politica”. In particolare all’area dem.