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Viterbo, stupro nel pub di CasaPound. Definitive le condanne per Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Valeria Terranova
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Dopo poco più di tre ore di camera di consiglio la Cassazione ha confermato le condanne per Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, condannati in primo grado rispettivamente a 2 anni e 10 mesi e a 3 anni per violenza di gruppo. “Siamo molto soddisfatti. Finalmente la verità è venuta fuori - ha dichiarato a caldo l’avvocato Franco Taurchini, difensore della vittima -. Ma siamo appagati anche in merito a quando deciso dalla Suprema Corte relativamente alla provvisionale, che inizialmente era di 60 mila euro e fu liquidata alla mia assistita solo in parte. A questo proposito la Cassazione ha chiarito che il risarcimento fu riconosciuto soltanto in sede penale nel procedimento originario, dunque da parte nostra rimane tutta la possibilità di intentare un’azione civile per ottenere l’indennizzo del danno. Spero di riuscire a conseguire la cifra per cui mi battei sin dall’inizio che si aggira intorno ai 300 mila euro. E’ una grossa conquista soprattutto per la ragazza” ha concluso l’avvocato Taurchini.

 

I fatti, come si ricorderà, risalgono alla notte tra l’11 e il 12 aprile 2019, quando Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, ex militanti di Casapound, incontrarono la vittima in un pub in centro a Viterbo. I due giovani proposero alla giovane di trasferirsi al circolo privato Old Manner’s. Le violenze, filmate con i cellulari, furono condivise dai due ventenni nei giorni successivi anche con parenti e amici su WhatsApp. A seguito della denuncia della donna e al termine delle indagini, Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi finirono in manette il 29 aprile seguente. Nel corso degli interrogatori di garanzia e delle udienze i due coetanei sostennero che la trentenne fosse consenziente.

 

“La terza sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di appello relativamente al vizio che avevo rilevato nel ricorso per quanto concerne la violazione del divieto di reformatio in peius perché la corte d’Appello aveva escluso l’attenuante relativa al risarcimento del danno - ha spiegato l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, che difende Riccardo Licci-. La Cassazione, dunque, ha accolto il ricorso avanzato da parte mia e ha ritenuto che quell’attenuante andava data. Tuttavia, ai fini sostanziali, non cambia l’entità delle pene che pertanto sono state confermate”. Al momento i due ragazzi si trovano agli arresti domiciliari e per loro potrebbero aprirsi le porte del carcere. La sentenza, tanto attesa in città, è arrivata in concomitanza con la manifestazione che si è svolta nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 maggio,  a Piazza della Rocca, scelta come luogo simbolo dello stupro che si consumò a pochi passi di distanza. L’evento è stato organizzato da diverse associazioni e i cartelli innalzati a piazza della Rocca non si prestano a fraintendimenti: ““Se Toccano una Toccano tutte noi” e “No vuol dire no”.