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Viterbo, Giulivi lascia la Lega: “Decisione irrevocabile”. Rottura dopo il licenziamento del vicesindaco Contardo

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Terremoto nella Lega viterbese dove il caso Contardo ha fatto saltare il tappo al vaso di Pandora dei conflitti, che finora erano rimasti sotto traccia ma che con l’avvicinarsi delle elezioni nei vari comuni sono invece venuti a galla. Sono di ieri pomeriggio le clamorose dimissioni da coordinatore provinciale, con contestuale uscita dal partito, del sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi, esponente di spicco dei salviniani della Tuscia. Insieme a Giulivi scendono dal Carroccio anche tutti gli assessori e i consiglieri eletti con la Lega nel comune litoraneo. In una nota Giulivi si dice amareggiato per l’andazzo che ha preso il partito nelle ultime settimane e parla di una decisione irrevocabile.

“Quando ho deciso di candidarmi con la Lega di seguire il progetto di questo partito e accettare gli incarichi che mi sono stati attribuiti – spiega - l’ho fatto perché ci credevo, perché in questo partito politico avevo ritrovato degli ideali e dei valori che la politica sembrava avesse perso, e soprattutto perché le persone con cui ho intrapreso questo percorso si riconoscono in quegli ideali e in quei valori. Con i coordinatori, gli amministratori e con lo stesso senatore Fusco abbiamo lavorato fin dall’inizio per far crescere la Lega nella Tuscia, avendo sempre come primo ed unico obiettivo il benessere dei cittadini e insieme la salvaguardia del partito, con l’attenzione ed il rispetto delle linee indicate dal regionale, dal nazionale”. 

 

Alla luce degli ultimi episodi, culminati con il siluramento del vicesindaco di Viterbo Enrico Contardo e con la guerra interna per trovare il sostituto, Giulivi esprime la sua contrarietà a dinamiche reputate dannose per l’intero partito “ma ancor di più per la serenità del mio operato amministrativo, che intendo proseguire avendo solo come unico obiettivo il bene e l’interesse dalla mia città”. “Ragionare da partito politico a mio avviso non significa avere piccole sentinelle pronte a spaccare e far nascere malumori ma creare cerniere e ponti per unire i territori, persone, idee, per crescere e diventare più forti, più uniti, lo credo ancora nonostante la mia decisione ed amarezza odierna”, conclude il sindaco di Tarquinia, secondo cui non esistono “più le condizioni necessarie a proseguire serenamente nel partito”.

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