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Viterbo, "Cacciato per non candidarmi alle regionali". Contardo si sfoga dopo la sfiducia della Lega

Daniela Venanzi
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Il dente non è solo avvelenato, ma saltato fuori con tutta la radice. Per Enrico Contardo i sassolini che si toglie dalla scarpa diventano pietre massicce: “Vogliono far credere all’opinione pubblica - dice - che vengo eliminato per via del verde pubblico. Perché l’erba a Viterbo è alta. Invece no: è soltanto una vendetta politica cominciata da lontano. Volevano eliminare un potenziale concorrente alle prossime regionali, ecco la verità”.
Con la Lega non ha più niente a che fare?
“Non ci sono più dentro, facciano quello che vogliono, le scuse con cui mi hanno fatto fuori però non le accetto. La questione è tutta politica, non ci sono altre motivazioni. Vogliamo dire che le mie commissioni, la quinta e la seconda, ad esempio erano le uniche a riunirsi? Ecco, accusa di immobilismo proprio no”. 

 


 

Però che l’erba è alta è vero...
“Guardi, sfido qualsiasi paese ad avere sotto casa il pratino all’inglese. Non ci si fa ad avere tutto perfetto è umanamente impossibile. L’erba cresce ogni due giorni. Tra l’altro, ho lavorato senza nessuna unità preposta negli uffici per oltre un anno. E poi non è possibile relegare la questione verde solo alle zone in cui tagliare il prato. La faccenda riguarda ben altro e fino a prova contraria è sotto gli occhi di tutti quanto è stato portato a termine sotto il mio operato. Prato Giardino per esempio, i viali, l’impianto fognario, la palestra all’aperto, l’impianto di irrigazione, il nuovo parco di via del Colle a San Martino che sarà inaugurato a breve, le aree di sgambamento sempre promesse e realizzate soltanto sotto la mia responsabilità, i lavori di potatura di 500 alberi e i parchi giochi per i bambini, 15 in totale, nessuno aveva pensato a metterci mano. Anche sul termalismo, la concessione delle Zitelle ottenuta dopo ben 20 anni, il progetto sul Bullicame. Sulle terme Inps è un anno che sollecitiamo la Regione, abbiamo avuto diversi incontri. Ci sono tre gruppi industriali che abbiamo contattato e che sarebbero interessati, ma se non c’è il via libera regionale si può fare ben poco. Il bastone tra le ruote è messo perché non si vuole dare la paternità di un progetto così importante ad una coalizione di centrodestra”. 

 


Un mondo pieno di nemici la politica...
“Eh sì, però non posso e non voglio essere considerato uno statico. Se ho lavorato male io, allora parliamo degli altri assessorati e chiediamo conto e ragione”. 
Se ne va sbattendo la porta? 
“Non mi piace l’ipocrisia che c’è dietro questo mio allontanamento. Vado via perché do fastidio agli equilibri, a chi deve posizionare altre figure rispetto alla mia. Che dicano le cose come stanno. Tutto qui. Banale ma vero”. 
E adesso, è pronto a chiudere definitivamente con la politica? 
“Non esageriamo, ho chiuso con questa Lega, ma la mia rimane una passione. Vedremo”.