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Viterbo, vicensindaco licenziato. Niente rimpasto, nella Lega è scontro

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Uno esce e un altro entra. Stesse deleghe e stesso partito: la Lega. Finisce prima di cominciare, il rimpasto in Comune di cui si era parlato dopo il licenziamento di Enrico Contardo e quindi, per il momento, ognuno si tiene stretto il proprio orticello. Che per il Carroccio è rappresentato dalla carica di vicesindaco e dalla gestione di termalismo, verde pubblico, bilancio e partecipate. Il partito di Umberto Fusco intanto perde però un consigliere: la moglie di Contardo, Ombretta Perlorca, che passa al gruppo misto. Ma non solo: al di là delle deleghe, non è stata ancora trovata una quadra sul nome da presentare ad Arena, tanto che dalla riunione, svoltasi ieri sera col gruppo consiliare, è uscita l’ennesima fumata nera (la decisione di mantenere l’attuale assetto delle deleghe era stata invece presa in un vertice di maggioranza svolto in mattinata).

 

 

Insomma, non c’è unanimità su chi debba prendere il posto del giustiziato Contardo, ufficialmente reo di aver gestito male i settori che gli erano stati affidati, ma in realtà (come lui stesso sostiene: vedi articolo sotto) ritenuto responsabile di un eccessivo movimentismo che avrebbe rischiato di sfociare nella costituzione, nella Tuscia, della corrente del vice segretario leghista Andrea Crippa. Raccontano nel frattempo, soprattutto da vari paesi della provincia, dove il peso di Fusco e Giulivi viene probabilmente percepito meno gravoso, che la Lega sarebbe diventata quasi una polveriera e in seguito al siluramento di Contardo potrebbero saltare pure altre teste, tra cui quella del vicesindaco di Civita Castellana, Matteo Massaini. Anche lui dell’area dei giovani (molto vicino al segretario regionale della Lega Giovani, Giovanni Congedi), sarebbe, come l’ex vice sindaco di Viterbo, finito nel mirino per essersi messo ad organizzare un tour di Crippa in provincia di Viterbo, spedendo tra l’altro inviti alle associazioni datoriali (come Confindustria, Federlazio, ecc.) per un incontro su temi di politica economica e finanziaria. 

 

 

Ma non solo. Da più parti vengono visti con forte sospetto gli esiti di una riunione con i rappresentanti dei vari comuni svoltasi martedì da Felicetta (il ristorante della moglie di Fusco, ndr). In quella sede, dove erano presenti poco più di venti persone, sarebbe stata annunciata, dai coordinatori provinciali, un’immimente nuova organizzazione del partito, che prevederebbe, per quanto riguarda i paesi con più di 8 mila abitanti, l’affiancamento di un tutor ad ogni singolo coordinatore locale. Una sorta di commissario, insomma, indicato direttamente dal provinciale, che svilirebbe, a detta di molti, l’autonomia dei territori. In tanti, alla luce di tutto ciò, sarebbero pronti a lasciare il partito sbattendo la porta, tanto che sia Fratelli d’Italia che Forza Italia in questi giorni sarebbero oggetto di particolare attenzione da parte di gente già con la valigia in mano.