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Viterbo Covid, "Astrazeneca non lo vuole nessuno", medici di base ancora senza vaccini. Sospese le prenotazioni

Massimiliano Conti
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Viterbo, fiale Moderna col contagocce solo per i pazienti fragili, Pfizer da usare solo per i richiami e il solito AstraZeneca che però i mutuati non vogliono. A una settimana dall’accordo tra la Regione Lazio e la Fimmg, le vaccinazioni presso i medici di famiglia sono al palo, o quasi. Tanto che sul sito regionale, contrariamente a quanto annunciato, le prenotazioni presso gli ambulatori non sono state ancora attivate.  Se l’andazzo resta questo, i medici di famiglia potrebbero tornare a proclamare lo stato di agitazione congelato nei giorni scorsi. “Le cose non stanno andando bene – confida Michele Fiore, presidente della Fimmg di Viterbo -. Abbiamo una sola dose di vaccino Moderna a settimana, Pfizer possiamo utilizzarlo solo per le seconde dosi, i vaccini Johnson & Johnson ci verranno consegnati dal 1° giugno e AstraZeneca, che pure è disponibile, i nostri pazienti non lo vogliono". 

 

Fiore parla di medici di famiglia costretti a navigare in un mare in tempesta tra informazioni contraddittorie. Emblematico il caso Pfizer: la Regione Lazio, come noto, sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico sta rinviando di 15 giorni i richiami del vaccino a mRna, nonostante il colosso americano lo abbia sconsigliato. Ma lo slittamento della seconda dose, a quanto pare, riguarda solo le inoculazioni di Pfizer presso gli hub, mentre i medici di base, in mancanza di indicazioni chiare, continuano a rispettare i 21 giorni indicati sul “bugiardino”.

 

Il segretario regionale della Fimmg Giovanni Cirilli in proposito ha scritto alla Regione Lazio chiedendo “di indicare quali siano i criteri valutativi per le condizioni patologiche per le quali deve essere mantenuto un intervallo di 21 giorni, ovvero se i criteri siano quelli della circolare ministeriale sui soggetti fragili, e in tal caso se tale comunicazione possa essere veicolata ai medici di medicina generale in modo celere, onde consentire una più efficace programmazione. La Fimmg Lazio rimarca che l’efficacia del vaccino Comirnaty (Pfizer, ndr) dopo la prima dose è del 52% rispetto al rischio di malattia grave e di come pertanto sia pericoloso mantenere dei soggetti fragili nel limbo del’'attesa per altri 14 giorni, pertanto auspica che possano essere mantenuti in toto i criteri valutativi esposti nella circolare ministeriale”.