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Viterbo, vaccino Johnson&Johnson. Nella Clinica Nuova Santa Teresa 720 somministrazioni

Daniela Venanzi
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Nella provincia di Viterbo è l’unico centro autorizzato ad effettuare i vaccini della Johnson & Johnson. Questo ha generato subito un interesse notevole e un pieno di prenotazioni, innescato anche dal fatto che la dose in questo caso è una soltanto. E così la clinica Nuova Santa Teresa è dal 4 maggio che accoglie al proprio interno una media di 95 persone al giorno. Fino ad oggi quindi, da quella data, sono già 720 le persone a cui è stata inoculata la monodose. Nessuna fila, rapidità nel disbrigo iniziale durante la fase del check in, e in quella finale al momento del congedo. Gli spazi puliti e nuovi di zecca fanno il resto. “In realtà - spiega Fabio Angelucci, il titolare della clinica stessa – la nostra organizzazione sarebbe in grado di gestire fino a 500 persone al giorno, a frenarci è solo la carenza dei vaccini”.

 


Come sta andando sul fronte delle richieste on line?
“Al momento siamo pieni fino al 31 maggio e in attesa dell’apertura delle nuove prenotazioni per il mese di giugno”.
 

E come è strutturata la vostra organizzazione?
“Gestiamo tutto noi, personale medico, infermieri, controllo della pratica. Dalla Asl riceviamo solo il vaccino, la fialetta da usare. E siamo felici di poter rendere un servizio così importante sul nostro territorio. Vorrei sottolineare che pur essendo una clinica privata, siamo sempre pronti ad operare per le necessità della provincia e in collaborazione con la Asl. Non è un caso che durante il periodo del Covid nel momento di massima emergenza abbiamo messo a disposizione 40 posti letto attrezzati in un giorno solo”.

 

Che lei sappia, ci sono state reazioni avverse dal 4 maggio ad oggi?
“Per fortuna nessuna, e questo non può che tranquillizzarci ulteriormente, sia a noi che all’utenza”.

Nel frattempo, una persona in attesa del quarto d’ora canonico, prima di poter tornare a casa dopo l’inoculazione rivela: “Non mi aspettavo di fare così in fretta e di non sentire nulla, la tensione dopo tutte le info mediatiche che è sempre altissima, ma è andato tutto bene”. Il personale in servizio controlla in continuazione gli astanti, quelli che già hanno fatto l’iniezione. La sensazione è di essere protetti e sotto controllo. Un’atmosfera che genera sicurezza. La possibilità che accada qualcosa, lo dicono i dati nazionali, è rarissima, si parla statisticamente per la più temuta, e cioè la trombosi, di un caso su un milione.