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Viterbo, Talete toglie il recapito delle bollette dell'acqua a Poste. Utenti in ricolta sui social

Massimiliano Conti
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Era probabilmente l’unico servizio della società che non aveva mai dato grossi problemi e quindi andava cambiato per adeguarlo all’andazzo generale, quello del recapito delle bollette di Talete. Spesso esose, a volte pazze, ma perlomeno puntuali. Invece l’azienda idrica ha deciso di toglierlo dalle mani dei portalettere di Poste italiane per affidarlo a quelle dei dipendenti di un’altra società privata, risultata vincitrice nei mesi scorsi della gara d’appalto. Risultato: una catastrofe. Almeno a giudicare dalle proteste che si stanno levando in questi giorni da un angolo all’altro della provincia. 
Più delle parole parlano alcune immagini postate su Facebook da utenti imbufaliti: mucchi di bollette con diversi destinatari lasciati dentro le stesse cassette postali. “Uno schifo assoluto! Tutte queste bollette sono state lasciate all’interno dalla mia cassetta postale ed in tutto ciò la mia non c’è! Tutte queste bollette sono destinate ad altra via, quindi è stata una cosa voluta. Rendiamoci conto dei disservizi creati dalle società private in questione”, ha scritto una viterbese, E. F., sulla pagina del movimento Viterbo civica. Decine i commenti dello stesso tenore: “Anche nel nostro condominio è successa la stessa cosa, c’era una ragazza che le ha messe tutte insieme tranne la nostra”. “Lo stesso è successo a me. Uno stabile con 6 ingressi. Uno disabitato da molto e dieci buste Talete... tutte nella mia cassetta delle poste. Incapaci!!”. E ancora: “Noi abbiamo trovato molte di queste bollette buttate nelle ortiche, in via Angelo Ioppi! Ne abbiamo recuperate alcune e distribuite ai proprietari!”.

 

“Ieri nel mio palazzo sono state lasciate a terra nell'androne, buttate lì ‘ad minchiam’... manco lo sforzo di metterle in cassetta”. “Anch’io ho trovato le bollette di tutto il palazzo lasciate lì ammucchiate... oltretutto con scadenza domani”. C'è chi invita gli utenti vittime del “recapito pazzo” a chiamare i carabinieri. “Ho visto delle persone con dei carrellini tipo quelli che consegnano le pubblicità. Sono loro che le portano”, spiegava M. L. A. , a chi se la prendeva con Poste italiane.

 

Qualche settimana fa il sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi, nel pieno della bufera seguita alle dimissioni del cda presieduto da Bossola, invitava il nuovo amministratore unico di Talete Salvatore Genova a ricostruire un rapporto di fiducia con l’utenza, raso praticamente al suolo da disservizi, sprechi e inefficienze, anche nell’ottica di recuperare un po' della montagna di evasione accumulata negli anni. Allora forse sarà il caso che Genova metta subito una toppa sul buco prodotto dal nuovo appalto che, a quanto pare, risale alla precedente gestione. Difficile altrimenti pensare che, di fronte a bollette che nemmeno arrivano più nelle case dei destinatari, i morosi saldino un conto da oltre 30 milioni di euro.