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Viterbo, pesticidi. Piano per ridurre l'utilizzo nel Biodistretto della Via Amerina e delle Forre. I cinque comuni che hanno aderito

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Daniela Venanzi
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La diminuzione dell’uso dei pesticidi e lo sviluppo del biologico nel Biodistretto della Via Amerina e delle Forre. E’ questo il progetto, sostenuto dalla Regione Lazio, che ieri è stato presentato in conferenza stampa presso la sala provinciale. Cinque i Comuni che vi prendono parte: Vallerano, Vignanello, Canepina, Gallese e Corchiano. L’intento è quello di estendere il coinvolgimento nei prossimi mesi a tutti e 13 i Comuni del Biodistretto. Alla conferenza erano presenti il presidente della Provincia, Pietro Nocchi, il presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, Famiano Crucianelli, il presidente dell’Arsial, Mario Ciarla, e il coordinatore del progetto, Andrea Ferrante, che fa sempre parte del Biodistretto. “L’obiettivo è enorme, quello dell’eccellenza europea – ha esordito Famiano Crucianelli – è per questo è necessario tenere bene a mente quali sono i principi attraverso i quali raggiungerla. La chimica di sintesi procura danni, al suolo, all’acqua e all’aria, e da questo non si può prescindere. Dobbiamo renderci conto che stiamo partecipando ad una rivoluzione epocale, quella della transizione agrobiologica. In questo frangente è importante la formazione dei cittadini, di chi lavora nell’agricoltura, dei contadini. Senza partecipazione non si va lontano. All’inizio di questo percorso non dico che eravamo soli, ma quasi. Oggi invece a parlare in termini di cambiamento non sono più quattro persone qualsiasi, ma addirittura Bruxelles. La comunità europea ha indicato infatti per i prossimi dieci anni – ha proseguito Crucianelli – di arrivare ad una riduzione dell’uso chimico di un 50 per cento e di triplicare la produzione del biologico. E’ insomma una svolta di grandissima importanza che coinvolge ognuno di noi, in primis il nostro territorio, dai sindaci alle associazioni di categoria fino ai cittadini. E siamo felici che il dialogo iniziato stia dando i suoi primi risultati. Tutti dovranno concorrere a una realtà sostenibile, intesa non come principi astratti, e non riferita solo al prodotto finale, ma alla sostenibilità del territorio stesso. Al rispetto, durante la produzione, della nostra acqua, del suolo e dell’aria. Il fine è ambizioso: salvare il nostro grande patrimonio, diventare eccellenza in Europa - ha concluso Crucianelli - e proprio cominciando da questo progetto, con il contributo di tutti, possiamo farcela”.

 

Il presidente della Provincia Pietro Nocchi ha avuto parole di elogio per l’iniziativa: “Ringrazio Famiano – ha dichiarato - per il grandissimo impegno profuso. Questa fase è il frutto di un impegno serio, il risultato di un lavoro di comunicazione. La transizione agroecologica non è un fatto soltanto viterbese, l’attenzione all’ambiente è un tema di portata mondiale. La tutela del nostro territorio porta con sé valori che vanno ben oltre le parole. Con piacere ospitiamo questo convegno nell’ottica di trovarci di fronte, domani, un territorio più sostenibile, inclusivo e anche resiliente. Il biodistretto è la forza maggiore di questo proposito”.

 


Mario Ciarla, presidente dell’Arsial ha puntato invece l’attenzione sulla diffusione della cultura del biologico. “E’ da questo che partono tutti i propositi più importanti. Sviluppare una sensibilità crescente, una maggiore attenzione ed agire di conseguenza”. Un grande lavoro, quello del biodistretto, riconosciuto anche dal punto di vista etico. Una sterzata decisa in direzione di un uso sempre meno incisivo dei fitofarmaci, presenti ancora oggi nella produzione agricola viterbese. Il cambio di passo è iniziato, la strada indicata è quella giusta.