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Viterbo, rifiuti. Corsa contro il tempo del Comune per bandire la gara d'appalto

Roberto Pomi
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Corsa contro il tempo per approvare, in Consiglio comunale, le linee guida per il nuovo appalto rifiuti. La data della seduta, che cadrà molto probabilmente tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, sarà stabilità dalla conferenza dei capigruppo subito dopo la sessione odierna dedicata al bilancio di previsione. L’obiettivo della giunta, posto che l’appalto “ponte” attualmente in vigore scade il 31 agosto, è di arrivare per quella data almeno con la nuova gara già pubblicata, il che comporterebbe sì una proroga dello stesso appalto “ponte” (come ormai sembra scontato), ma solo di qualche mese. 

 

Licenziate dal parlamentino di Palazzo dei Priori le linee guida, gli uffici dovranno subito lavorare al capitolato e alla gara d’appalto (europea) vera e propria. Tutti passaggi che richiederanno circa tre mesi ed è per questo che si dà, come detto, per scontata una proroga dell’attuale gestione del servizio. 
Insomma, Viterbo sarà costretta ancora per un po’ a convivere con la situazione di emergenza che si protrae ormai da tre anni nonostante la revisione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sia stato un punto centrale della campagna elettorale di Arena & Co. Si sa che il nuovo appalto avrà un costo di quasi 13 milioni di euro all’anno, circa tre in più rispetto ad oggi. Tutta colpa dei maggiori oneri derivanti dallo stop, deciso dalla Regione, alla tariffa agevolata di cui finora ha goduto Viterbo. Se tutto ciò comporterà un aumento importante della Tari pagata dalle famiglie è ancora da verificare, ma sembrerebbe che potrebbe essere proprio così. Alla luce di tutto ciò la discussione in Consiglio comunale delle linee guida ha un ruolo centrale: da come verrà ridisegnato il servizio deriveranno conseguenze sulla pulizia della città e, soprattutto, sul portafoglio di ognuno, visto che i costi vanno interamente coperti dalla Tari.

 

Tanti i problemi sul tavolo, in primis quello delle isole di prossimità, vero e proprio tallone di Achille dell’attuale servizio, che fanno lievitare, così come impostate oggi, i costi del conferimento in discarica. La problematica principale di queste aree di raccolta è rappresentata dalla carenza di controlli, come dimostra il fatto che attualmente vengono utilizzate anche da molti cittadini residenti in altri comuni. Le alternative di cui si discuterà potrebbero essere l’estensione del porta a porta anche nelle aree periferiche o l’introduzione di un meccanismo di conferimento presso le isole di prossimità da far ruotare attorno a delle tessere che permettano l’identificazione del conferente, scongiurandone così un utilizzo improprio. Attualmente, l’appalto ponte ai contribuenti viterbesi costa, per dodici mesi, circa dieci milioni di euro. Ma al di là dei costi, coerenti con il servizio offerto, il problema è l’efficacia dello stesso.