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Viterbo, effetto Covid. In tre mesi 493 infortuni sul lavoro

Massimiliano Conti
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A marzo del 2020 c'erano state 98 denunce. A marzo di quest'anno ce ne sono state 161. E' un aumento del 64%, quello degli infortuni sul lavoro registrato dall'Inail in provincia di Viterbo. Numeri che hanno fatto sobbalzare il segretario provinciale della Cisl Fortunato Mannino, che lancia l'allarme sicurezza, in un periodo in cui gli incentivi previsti dal superbonus 110% potrebbero rimettere in moto un settore, quello delle costruzioni, che a Viterbo ha sempre rappresentato la spina dorsale dell'economia ma che la pandemia ha praticamente bloccato. 

 

E' infatti come sempre quello dell'edilizia il settore dove maggiormente si verificano incidenti sul lavoro ma va detto che, nell'ultimo anno, a contribuire all'impennata di denunce all'Inail è stato lo stesso coronavirus: il contagio da Covid 19 che avviene sul posto di lavoro è stato infatti equiparato all'infortunio dall'articolo 42 del decreto legge 18/2020. Si pensi a tutti gli operatori delle Rsa che hanno contratto il virus all'interno delle strutture, quando non sono stati loro stessi a introdurlo da fuori.  Anche analizzando il trimestre gennaio-marzo 2021 si nota un netto aumento con lo stesso periodo dell'anno precedente: si è passati infatti da 440 denunce a 493. Crescono anche gli incidenti fatali, le cosiddette morti bianche: nessuna nel marzo 2020, una nel marzo di quest'anno; una nel trimestre gennaio-marzo 2020, 3 da gennaio a marzo 2021. Per la cronaca l'ultimo infortunio si è verificato martedì scorso in un cantiere di Vitorchiano dove un cinquantenne è caduto da una impalcatura per cause ancora da accertare, riportando un grave trauma cranico.

 


Nel Lazio gli infortuni registrati nei primi tre mesi di quest'anno sono stati 8.804, in leggera flessione rispetto allo stesso periodo del 2020 (8.863). Il settore più interessato è quello dell'industria e dei servizi (7.525), al secondo posto il settore pubblico (lavori per conto dello Stato) con 1.080 denunce e all'ultimo l'agricoltura con 189 infortuni. “Come sindacato Cisl – afferma il segretario provinciale – vogliamo ribadire, a fronte di questi numeri allarmanti, quanto sia fondamentale la sicurezza sui luoghi di lavoro. La pandemia ha probabilmente contribuito a questo aumento perché si è smesso di investire in sicurezza”. 
I dati dell'Inail, sia nazionali che provinciali, sottolinea Mannino, “Ci dicono che non dobbiamo mai abbassare la guardia, neanche in un momento delicato come quello attuale in cui le nostre attenzioni sono rivolte altrove e in cui, a fronte della necessità di far ripartire l'economia, si rischia di trascurare un aspetto fondamentale come quello della sicurezza. Non possiamo permettercelo”. Il sindacalista della Cisl propone, se e quando la pandemia sarà finalmente finita, di trasformare gli attuali comitati di monitoraggio presenti oggi nelle aziende in comitati relativi alla sicurezza sul lavoro in ogni suo aspetto.