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Viterbo, mamma postina e i suoi gemelli. Assunta a tempo indeterminato a Civita Castellana

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Erika Lai, 42 anni, è la mamma due gemellini, Lorenzo e Ludovica, di 7 mesi e svolge il mestiere di portalettere applicata di Civita Castellana. Lavora in Poste italiane dal 2015, prima a tempo determinato e poi nel 2020 assunta a tempo indeterminato. Erika Lai racconta la sua storia di donna che deve conciliare famiglia e lavoro.
Come si conciliano il ruolo di madre ed il lavoro? - dice - Innanzitutto ti devi organizzare la casa e fondamentalmente il modo per conciliare lavoro e l’essere madre è avere un buon aiuto a casa, in questo caso il mio compagno, che come padre è molto partecipe nella vita dei figli, e poi per il resto, mentre sei a lavoro sei a lavoro e basta, sei molto concentrata su quello che fai, visto che richiede una certa precisione. Avere un aiuto a casa mi dà serenità in quello che faccio. La chiave di tutto sta proprio in questo: ho chi mi aiuta nella gestione della famiglia, il mio compagno. Lui è titolare di un’azienda agricola e pertanto può gestire i suoi orari, oltre alla mia mamma che ci dà una grossa mano, quando siamo in difficoltà viene lei a casa a tenere i nipotini”. 

 

“La mia giornata tipo – prosegue la Erika - inizia alle 6 con la sveglia, l’allattamento e poi di corsa a lavoro. Avendo due gemelli sto usufruendo delle 4 ore di allattamento che mi permettono di organizzarmi. Infatti, in questo periodo non sto svolgendo il mio lavoro abituale di portalettere, ma sono applicata all’interno del Centro di recapito e svolgo mansioni di smistamento della corrispondenza e dei pacchi, inserimento della stessa nei casellari, per velocizzare il lavoro dei colleghi che poi usciranno per il giro di consegna”. 
“Per me era fondamentale avere la mia indipendenza economica – continua la portalettere -, pertanto l’assunzione in Poste Italiane ha rappresentato la cosiddetta ‘vincita al lotto’, perché a livello personale mi ha permesso di essere innanzitutto indipendente e mi ha dato la serenità economica, che in questo momento è molto importante. So di lavorare per una grande azienda, che offre anche delle possibilità di crescita, che spero di poter cogliere in futuro. Credo che il nostro lavoro, come portalettere, sia importante anche per gli altri – racconta ancora la mamma/postina -. Quando lavori sempre nella stessa zona, hai più di una persona che aspetta il tuo passaggio: per loro sei una specie di riferimento. Ho sempre visto questo come un ruolo sociale di Poste Italiane: specialmente le persone anziane, hanno spesso voglia di scambiare due chiacchiere e per loro il momento dell’incontro con la portalettere rappresenta un momento di svago. Credo che il nostro passaggio, la nostra presenza, ad alcuni, dia anche sicurezza, li tranquillizzi. Al compimento del 1° anno di età dei bimbi riprenderò a fare di nuovo il mio lavoro di portalettere che mi manca tantissimo e non vedo l’ora”. 

 

E ancora: “Lavorare in Poste Italiane mi aiuta – afferma Erika - perché mi sento tutelata dall’Azienda ed in particolare in questa fase, la possibilità di poter lavorare non troppo lontano dai miei figli mi aiuta tantissim. Tornare a lavoro è stato complicato, ma più a livello mentale che organizzativo. Oltre a quanto previsto dalla legge, c’è la possibilità di avere una certa flessibilità e questo è fondamentale nei primi anni di crescita dei bambini. C’è una grande attenzione in Poste Italiane verso questo tema e mi ha consentito di affrontare con grande serenità sia il prima che il dopo la maternità”.  “Tornare al lavoro per me è stato un ritorno alla vita, uno svago – conclude -. Il dubbio principale che viene a tutte le donne riguarda di sicuro l’organizzazione, ma ci si riesce. Non so come ma si fa. Di sicuro lavorare per Poste Italiane aiuta moltissimo ed io sono fortunata per questo”.