Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Civita Castellana, ceramiche. Volano alle stelle i prezzi delle materie prime

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

L’allarme arriva dal distretto delle piastrelle di Sassuolo e sta facendo già tremare i polsi degli imprenditori dell’arredo bagno di Civita Castellana: i prezzi delle materie prime del settore ceramico stanno subendo rincari talmente alti da mettere a rischio la ripresa dell’intero settore.  Si registrano aumenti del 30% del costo dei pallet, addirittura del 50% delle scaffalature in ferro, superiori al 10% di caolino e feldspato, ovvero gli ingredienti principali dell’industria ceramica.  Augusto Ciarrocchi, patron della Flaminia e vicepresidente nazionale di Confindustria ceramica, non non nasconde la sua preoccupazione: “Stiamo monitorando la situazione. Per il momento qui a Civita Castellana non abbiamo notato rialzi sensibili per quanto riguarda i materiali, ma siamo in allerta perché il distretto di Sassuolo è comunque un termometro. D’altra parte i prezzi del sistema di approvvigionamento dell’industria, e non solo quella ceramica, è destinato a scontare gli effetti della pandemia. Sul fronte energetico li stiamo già vedendo”. La ceramica è infatti un settore fortemente energivoro e i rincari di gas ed elettricità rappresentano un fardello pesante, solo temporaneamente attutito dai contratti ancora in essere con le aziende fornitrici: “Sappiamo già che quando scadranno – continua Ciarrocchi – dovremo pagare molto di più”. 

 

Secondo il Sole 24 Ore, che ha raccolto le preoccupazioni degli imprenditori di Sassuolo, “il raddoppio dei costi dell’energia, delle emissioni in atmosfera e dei noleggi marittimi sommati ai rincari a doppia cifra delle materie prime, dei pallet e all’impossibilità di garantire ai clienti tempi ragionevoli e certi di spedizioni e consegne, rischiano di trasformare il positivo rimbalzo post Covid in un Armageddon per l’industria ceramica italiana”.  “I mercati internazionali valgono oltre l’80% del nostro fatturato e le forti tensioni che registriamo sul fronte dei costi stanno vanificando la ripresa – dichiara Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica -. Materie prime come feldspati e caolino segnano aumenti superiori al 10%, i prezzi dei pallet sono schizzati in alto del 30%, quelli delle scaffalature in ferro sono raddoppiati, così come quelli di metano (passato da 8 eurocent al metro cubo a 19) e dei noli marittimi, per non parlare della carenza di container e dei tempi di attesa indefiniti per spedire via mare”. 

 

Nel frattempo sia il mercato delle piastrelle che quello dei sanitari, con quest’ultimo che ha proprio in Civita Castellana il suo epicentro, fa registrare un timido risveglio anche del mercato interno, mentre l’export, nell’ultimo trimestre dello scorso anno ha chiuso con un incoraggiante +2,8 tendenziale. Le condizioni per una ripartenza ci sono tutte, tranne sorprese sulle materie prime.