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Viterbo, il ministro Stefano Patuanelli elogia i vini della Tuscia: "Un'eccellenza"

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Turismo e agricoltura 4.0 per rilanciare le aziende vitivinicole di Viterbo, che ieri hanno ricevuto la visita del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Ad accompagnarlo il vicepresidente nazionale Coldiretti, David Granieri e il presidente provinciale, Mauro Pacifici. Un tour tra i vigneti della Tenuta Casciani a Civitella d’Agliano e della Fattoria Madonna delle Macchie a Castiglione in Teverina. E’ qui che si trova anche il Muvis, Museo del vino, dove Patuanelli e i vertici di Coldiretti hanno incontrato le aziende.

 

“Sono affascinato da quello che ho visto - ha detto il ministro al termine della sua visita -. Qui si sposano cultura, territorio, prodotti. E’ la nostra terra, la nostra storia. Insomma è l’Italia che ha un grande successo nel mondo, che porta avanti le tradizioni e lo fa con innovazione. Sono rimasto stupito nel vedere quanta ricchezza abbiamo e quanto poco la conosciamo - ha concluso Patuanelli -, dobbiamo avere maggiore capacità di far conoscere questi luoghi nel mondo”. “Il territorio viterbese - ha spiegato il vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri - riesce a rappresentare il connubio tra storia e innovazione, alla quale si sono aperte aziende che da generazioni si tramandano la loro attività e sono espressione di un’antica tradizione imprenditoriale. Lo fanno in territorio ricco di attrattive storico culturali, in cui il turismo rappresenta un volano per l’economia”.

 

E le aziende viterbesi hanno saputo cogliere le nuove sfide, puntando sull’innovazione tecnologica, come ha fatto la Tenuta Casciani. E’ stata questa la prima tappa della visita del ministro Patuanelli, dove i vigneti sono gestiti con agricoltura 4.0, settore nel quale l’azienda ha investito un milione di euro per l’acquisto di macchinari sofisticati, tra cui anche un drone. Un drone che attraverso voli programmati sui vigneti, riesce a cogliere la colorazione del fogliame, dalla quale si evince la necessità di concimazione. Grazie a sensori collegati ad una stazione meteorologica e all’impianto di irrigazione a goccia, inoltre, si evita il consumo idrico che avviene solo quando necessario. Una cantina storica, che poggia su un insediamento etrusco, quella della Fattoria Madonna delle Macchie, dove l’affinamento del vino avviene in una grotta scavata a mano agli inizi del ’900. “Un’azienda che esprime alla perfezione quel connubio tra tradizione e innovazione - ha concluso Granieri -. Grazie alla tecnologia di cui dispone, infatti, riesce a monitorare il processo di vinificazione, tenendo sempre sotto controllo quei fattori, come la temperatura, che possono influenzare in maniera determinante il prodotto finale”.