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Viterbo, spaccio al Riello. In aula il racconto dei baby clienti

V. T.
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Pusher giovanissimi vennero inchiodati dai filmati girati dalle telecamere installate dagli investigatori nel 2014 nel piazzale dei pullman di Riello. A sette anni dall’operazione “Mezzaluna”, ieri 4 maggio in aula sono stati ascoltati due ragazzi coinvolti nelle indagini che portarono all’arresto di 12 persone, tra cui 2 stranieri. I due testimoni avrebbero rubato dei gioielli in oro in casa dei genitori per rivenderli e guadagnare per poter acquistare hashish e marijuana.

 

“Si, ricordo che la somma ricavata dalla vendita in un compro oro si aggirasse intorno ai 1.700 euro. Il denaro fu sequestrato dalle forze dell’ordine, come il quantitativo di droga che acquistai con 20 euro da uno dei ragazzi che stava lì”, ha riferito un ventenne incalzato dalle domande della pm Paola Conti, titolare del fascicolo. In seguito ha testimoniato un 22enne il quale ha confermato di conoscere alcuni dei nomi indicati dalla pubblica accusa. “Nel 2014 facevo uso di droghe leggere. Ho sottratto degli oggetti preziosi ai miei genitori per comprare marijuana e hashish e quello che restava lo tenevo per me”, ha raccontato il testimone, confermando quanto dichiarò all’epoca agli inquirenti. Gli imputati, i quali devono rispondere dell’accusa di spaccio con l’aggravante della minore età dei loro acquirenti, vennero incastrati dalle immagini acquisite dagli uomini della squadra mobile, che, attraverso investigazioni complicate, riuscirono a requisire più di mezzo chilo di sostanze stupefacenti. A dare l’input alle indagini furono numerosi genitori, preoccupati che i figli si fossero messi nei guai con persone legate al traffico di droga.

 

Il gruppo di spacciatori si era organizzato in modo tale da attirare studenti fuori sede e coloro i quali facevano spola tra il capoluogo e i paesi della provincia nello spiazzo antistante la sede dei pullman della Cotral. Ai ragazzi proponevano anche cocaina. In particolare, le dosi di hashish e marijuana venivano cedute a 10 o 15 euro al grammo e a volte venivano consumate direttamente sul posto. Gli investigatori, dagli accertamenti, stimarono che il giro d’affari ruotasse intorno a circa 400 acquirenti al giorno. La prossima udienza, calendarizzata per il 16 novembre, sarà dedicata all’ascolto dell’unico testimone citato da uno dei difensori, mentre gli imputati si sottoporranno alle domande delle parti. A seguire è prevista la discussione, al termine della quale, salvo imprevisti, il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei emetterà la sentenza.