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Viterbo Covid, a rischio l'inizio delle vaccinazioni in farmacia con Johnson&Johnson

Massimiliano Conti
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La campagna dovrebbe prendere il via il 20 maggio, o al massimo il 1° giugno, ma nessuna delle farmacie viterbesi che hanno aderito al progetto della Regione Lazio per avviare le vaccinazioni Johnson & Johnson ne sa ancora nulla.  “Il 20 maggio mi sembra una previsione ottimistica”, dicono dalla farmacia Fortini di Viterbo. E' stato il presidente Zingaretti ad annunciare l’imminente partenza del piano di immunizzazioni anche nelle farmacie con il siero monodose americano. Tra gli operatori domina però un certo scetticismo: la partenza è infatti subordinata, come sottolineato dallo stesso governatore del Lazio, all’arrivo delle dosi. Ma sono necessari anche i tempi per consentire alle attività di organizzarsi.

 

“Teoricamente noi siamo pronti - riferisce il titolare della farmacia Filizzola di Civita Castellana - perché in questi mesi abbiamo seguito dei corsi di formazione. Certo, l’avvio delle vaccinazione richiede uno sforzo organizzativo non indifferente e al momento non abbiamo ancora alcuna indicazione dalla Regione Lazio”. Anche alla Asl di Viterbo sono in attesa di notizie, ma in ogni caso la campagna di vaccinazione nelle farmacie non prevede ruoli di coordinamento da parte dell’azienda sanitaria. Nel Lazio sono 1.100 le farmacie che hanno aderito al progetto, compresa la stragrande maggioranza delle 107 viterbesi. A inoculare il vaccino che, come detto e salvo cambiamenti dell’ultimo minuto dovuti alle disponibilità, sarà quello prodotto da Johnson & Johnson che prevede un’unica somministrazione, saranno o direttamente i farmacisti oppure un parafarmacista, ma in quest’ultimo caso è necessaria la presenza di un medico. Potranno prenotarsi i cittadini di qualsiasi età - anche se il siero Johnson e Johnson è raccomandato agli over 60 - e la previsione è di inoculare nel Lazio una media di 22 mila dosi al giorno. I farmacisti interessati hanno già completato i corsi di abilitazione dell’Istituto superiore di sanità per la somministrazione, mentre le farmacie stanno organizzando gli spazi dedicati alle inoculazioni, che potranno essere sia all’interno dei negozi che all’esterno, con gazebo provvisti di tutte le misure di sicurezza. Sarà il farmacista, sempre secondo quanto stabilito nell’accordo regionale, a decidere se ricevere 10 o 20 fiale al giorno, con dosi calcolate in base all’afflusso previsto con le prenotazioni, agli orari di lavoro e ai turni. L’avvio della campagna di vaccinazioni nelle farmacie laziali è dunque condizionato alla consegne nei tempi delle dosi, cosa non scontata, come si è visto in questi mesi.

 


“Fin dall’inizio della pandemia - ha detto Zingaretti - il problema più grande è che alcune aziende farmaceutiche non hanno rispettato i patti, ma ora vediamo flussi che possono farci stare un po’ più tranquilli in vista della stagione estiva”.