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Vittorio Sgarbi contro il fotovoltaico nella Tuscia. "Pronto ad andare in Procura per difendere il territorio" | Video

Massimiliano Conti
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E’ saltata, mercoledì scorso, la terza conferenza dei servizi che avrebbe dovuto dare il temuto via libera al fotovoltaico in un’area di 100 ettari a Pian di Giorgio, nei pressi della zona archeologica di Ferento. I motivi del rinvio non si conoscono ma per la consigliera del Pd Luisa Ciambella la notizia va accolta positivamente a dimostrazione che, per quello che definisce un vero e proprio scempio, non è detta ancora l’ultima parola. Ciambella ha intanto deciso di avviare un fronte comune con il sindaco di Sutri e deputato Vittorio Sgarbi, che sui rischi ambientali delle energie rinnovabili si batte da anni. Il critico d’arte, intervistato dalla stessa consigliera dem, ha annunciato che andrà personalmente dal presidente del Consiglio Mario Draghi e anche alla Procura per difendere il paesaggio della Tuscia, in particolare le zone di Bomarzo, Vitorchiano e appunto Viterbo, assediate dai progetti fotovoltaici.

 

Cari amici, condivido la #newsweek5. Intervista all’On.le Vittorio Sgarbi sulla tutela della Tuscia. #latusciaesacra #cittadininonsudditi #tuscianostra

Pubblicato da Luisa Ciambella su Lunedì 26 aprile 2021

 

“Da Bomarzo a Ferento, da Sutri a Civita, la Tuscia è sacra - ha scandito Sgarbi -. Chi non teme le mie parole faccia quello che vuole: io lo porterò in tribunale insieme ad Italia Nostra, come ho fatto già in altre occasioni (in Sicilia con le pale eoliche ai tempi in cui era sindaco di Salemi, ndr)”. Proprio nella giornata di oggi Sgarbi dovrebbe andare in delegazione insieme alla soprintendente Eichberg da Draghi per discutere di questo problema. Da parte sua, Ciambella nei giorni scorsi era riuscita a far approvare un suo ordine del giorno dal consiglio comunale che prova a fissare dei paletti nella giungla delle energie rinnovabili. Il primo prevede che Palazzo dei Priori individui delle aree dove non sarà possibile impiantare pannelli fotovoltaici.

 

Il Comune dovrà dotarsi di un tecnico che lo assista nelle trattative per ottenere dalle società proponenti delle adeguate compensazioni. Infine, è prevista l’apertura di un confronto con la Provincia per condividere linee comuni da applicare nella fase di pianificazione territoriale.