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Viterbo, in vendita le farmacie comunali. Il Comune vuole chiudere Francigena

Alessandro Quami
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Verso la vendita delle farmacie comunali, che nel 2020 hanno perso il 14%. Quindi, delle società partecipate rimarrà solo Talete, con quel mare di problemi che si porta dietro. La cura dimagrante voluta dall'amministrazione Arena porterà, con buona probabilità, ad avere nel breve termine solo una società partecipata: la società per azioni idrica, appunto. Tutte le altre o sono in fase di liquidazione o lo saranno nel giro di pochi mesi. Se non ci saranno cambiamenti di rotta, infatti, anche Francigena srl sarà chiusa, e i comparti aziendali delle farmacie saranno ceduti.

 

 

Delle partecipate e del loro futuro si è parlato ieri mattina, 28 aprile,  in consiglio comunale, dove si è discusso del Dup, il documento unico di programmazione. Con il Dup, ha detto l'assessore al Bilancio Enrico Contardo, iniziano le sedute che porteranno il consiglio comunale ad approvare il bilancio di previsione, il documento più importante di un'amministrazione comunale. 
Contardo ha letto la situazione delle partecipate: “In merito a Interporto Centro Italia di Orte, il Comune ha provveduto a cedere le seimila quote, quindi siamo usciti definitivamente da questa partecipata”. Su Tuscia Expo non ci sono novità: “Il curatore fallimentare sta continuando i lavori”, dice il vicesindaco leghista. “Sul Cev abbiamo terminato da poco l'ultimo contenzioso in piedi: la chiusura definitiva è prevista per il 31 maggio di quest'anno”. Per il Siit, Contardo spiega che la società, dopo la nascita della Talete spa, “ha perso la sua funzione sociale. Siit non può essere ancora chiusa prima del prossimo anno, finché non saranno pagate tutte le rate del mutuo alla Cassa depositi e prestiti. La società, comunque, è riuscita a vendere una serie di beni immobili, tra cui i due appartamenti di via Gargana a Viterbo. Sono rimaste ancora in proprietà delle sorgenti nel comune di Porano, ma si sta tentando di cederle, in modo tale che una volta rimborsati i mutui si possa liquidare anche il Siit”.

In quanto alla società Robur, “nel 2020 si è definito il trasferimento di azienda da Robur a Talete e l'abbandono del contenzioso tra le due società. Quindi, anche Robur è verso la chiusura”. 
Società consortile mista che aveva realizzato un capannone al Poggino: “Il Comune è socio al 10% - precisa Contardo -. C'era il problema di 19 posti auto che i soci non avevano comprato. Ebbene, sono stati donati al Comune di Viterbo, perciò entro il 2021 anche la società consortile mista sarà liquidata”. 
Altra società in liquidazione è la società agroalimentare, “che era nata per gestire un centro agroalimentare all'ingrosso polivalente di rilevanza provinciale. È in liquidazione dal 2011: la procedura liquidatoria ha subito dei rallentamenti per delle iscrizioni a ruolo operate dall'amministrazione finanziaria e dalla Camera di commercio di Viterbo. La definizione delle iscrizioni a ruolo permetterà il riparto dell'attivo e la liquidazione entro il 2021”. 
C'è poi la questione della Francigena, tema dibattuto nella seduta consiliare di lunedì. Francigena si avvia verso la fine della sua esistenza, in quanto il trasporto pubblico locale sarà gestito, forse già dal 2022, dalla Regione a livello centrale tramite Astral. Rimangono, in capo a Francigena, i rami d'azienda delle farmacie comunali: “A causa del Covid, c'è stata una contrazione dei ricavi delle farmacie rispetto al 2019 – dice Contardo -, con una perdita del 14,36%. Quest'anno noi faremo valutare le farmacie in vista di una possibile cessione dei due punti di vendita e della terza licenza. Ma il tutto dovrà essere discusso e approvato in Consiglio comunale”. 
Dopo tutte queste dismissioni, rimane solo Talete. Con tutti i suoi problemi apparentemente risolvibili solo con l'ingresso di un privato che porti in dote una barca di milioni (Acea? Ai sindaci l'ardua sentenza).