Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, privati dentro Talete. I sindaci dicono sì ma solo come ultima spiaggia

Esplora:

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Viterbo, via libera, con alcuni se e alcuni ma introdotti all’ultimo momento, all’ingresso in Talete di un partner privato fino a un massimo del 40% delle azioni. L’assemblea dei soci dell'azienda idrica si è espressa ieri mattina, lunedì 26 aprile, con un sì condizionato a quello che i comitati per l’acqua pubblica, che ieri hanno manifestato sotto Palazzo Gentili dove erano riuniti i sindaci, ritengono un epilogo già scritto: la privatizzazione.  L’ordine del giorno presentato dall’amministratore unico Salvatore Genova è stato leggermente modificato dal comitato per il controllo analogo, un po’ per indorare la pillola ai cittadini, un po’ per mettere i soci più recalcitranti con le spalle al muro. Il documento prevede infatti l’apertura a un privato, dando mandato al nuovo manager di esplorare il mercato in questo senso, ma solo come terza ipotesi. Il problema è che le prime due, di ipotesi, per stessa ammissione di molti sindaci - che ieri però sono tornati al solito gioco delle tante parti in commedia - sono pressoché impercorribili. La prima è quella della ricapitalizzazione, con i comuni che dovrebbero dissanguarsi per rimettere in piedi il carrozzone idrico e poi far pagare il conto come sempre a Pantalone; la seconda prevede che qualche anima pia - la Regione, le banche, l’Arera o forse lo Spirito Santo – finanzi un’azienda giudicata “decotta” non dai fondamentalisti dell’acqua pubblica ma dalla Corte dei conti. La terza è appunto l’ingresso di un socio privato, che secondo l’opinione comune non potrebbe che essere Acea. L’ordine del giorno è stato votato da 21 sindaci e dal presidente della Provincia Pietro Nocchi, in rappresentanza del 65% delle quote. Contrari i primi cittadini di Civita Castellana (Luca Giampieri), Bomarzo (Marco Perniconi) e Soriano (Fabio Menicacci). Diverse le assenze più o meno strategiche (anche tra le file dem): mancavano tra gli altri i sindaci di Bassano Romano, Emanuele Maggi, e Ronciglione, Mario Mengoni, comuni dove è forte il partito dell’acqua pubblica.

 

 

Ma, a scanso di equivoci e di interpretazioni, vediamo cosa c’è scritto nel documento approvato dall’assemblea: “Possibilità di ricapitalizzazione da parte dei soci, verifica dei finanziamenti da parte della regione Lazio, ministeri, Arera, istituti di credito, ricerca del partner privato e provvedimenti conseguenti finalizzati a superare lo stato di crisi anche in riferimento all’art. 14 del testo unico delle società partecipate. Superamento dello in house providing (società totalmente pubblica) e scelta sul mercato di un player industriale con cessione del 40% delle quote. Individuazione del responsabile unico del procedimento per la sollecitazione di mercato e di advisor business e legale. Mandato all’amministratore unico per attivare il contest di mercato”.

 

 

Il sindaco Arena, principale azionista di Talete, conferma che per lui l’ingresso di un partner privato, con la golden share che resterebbe comunque in mano pubblica, è una soluzione tutt'altro che remota: “La modifica dell’ordine del giorno serve anche a far assumere a tutti i soci le loro responsabilità”. Come dire, o la minestra Acea o la finestra.