Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, cani avvelenati vicino alla necropoli di Norchia. Indagano i carabinieri forestali

L'indagine da parte della Forestale

  • a
  • a
  • a

Viterbo, cani avvelenati nella zona a ridosso della necropoli di Norchia. Un drammatico fenomeno che sta preoccupando ormai da diverse settimane i padroni degli amici pelosi a quattro zampe che amano liberare i loro animali per correre nella zona tra Viterbo e Vetralla. Molti i casi di animali morti improvvisamente per avvelenamento tanto che c'è il fondato sospetto che qualcuno possa aver sparso nella zona delle polpette al veleno.

Sul caso stanno indagando i carabinieri forestali di Viterbo. Nella mattinata di sabato 24 aprile i militari della Tuscia hanno messo in atto un'ispezione ad ampio raggio nella zona con i cani antiveleno del gruppo forestale dell'Abruzzo. Si cerca di fare luce sugli avvelenamenti avvenuti nella necropoli di Norchia e nei suoi paraggi tra Viterbo e Vetralla di vari cani tramite polpette o comunque cibo avvelenato. Proprio per questo motivo questa mattina i carabinieri forestali di Viterbo hanno previsto un'ispezione con i cani antiveleno.

 

Circa un mese fa infatti erano stati trovati i corpi di un cane e una volpe nella stessa area, quella della necropoli etrusca. Tanto che ormai da giorni in tutta l'area sono stati piazzati dei cartelloni che mettono in guardi a i padroni degli amici a quattro zampe: “Attenzione, bocconi avvelenati”. Nelle ultime settimane si è registrato il decesso, con ogni probabilità per avvelenamento, di un paio di animali. Ma ce ne sono stati altri che hanno manifestato sintomi gravi di avvelenamento che si sono salvati solo grazie a una corsa verso il veterinario. Tutti casi che hanno qualcosa in comune. Gli animali hanno manifestato i sintomi dell'avvelenamento dopo essere stati in una zona circoscritta tra Viterbo e Vetralla ridosso della necropoli etrusca. Per questo i forestali hanno concentrato le ricerche lì per capire se qualcuno ha sparso dei bocconi avvelenati. non sarebbe, purtroppo, il primo caso del genere.