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Viterbo, energie rinnovabili. II Consiglio comunale fissa le regole

Massimiliano Conti
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Ventinove voti a favore, uno contrario (Barelli). E' passato quasi all’unanimità, giovedì sera in consiglio comunale, l’ordine del giorno della dem Luisa Ciambella sulla regolamentazione delle energie rinnovabili, e in particolare di quel fotovoltaico che negli ultimi mesi ha cinto d’assedio il capoluogo della Tuscia con ben nove progetti in attesa di autorizzazione, tra cui quello da realizzare nella zona archeologica di Ferento. Il documento presentato due mesi fa dall’ex vicesindaca, e integrato giovedì dalle proposte di altri consiglieri, prova a fissare dei paletti nell’attuale giungla, dove le grandi aziende, in mancanza di regole chiare, fanno la parte del leone e il Comune di Viterbo quella della gazzella condannata a venire sbranata. Il primo paletto prevede che Palazzo dei Priori individui delle aree dove non sarà più possibile impiantare pannelli fotovoltaici. In seconda istanza, il Comune dovrà dotarsi di un tecnico che lo assista nelle trattative per ottenere dalle società proponenti delle adeguate compensazioni. Infine, è prevista l’apertura di un confronto con la Provincia per condividere linee comuni da applicare nella fase di pianificazione territoriale, dando il giusto supporto ai piccoli comuni che, spiega Ciambella, “meno del nostro hanno strumenti per competere su una materia difficile come questa”.

 


 

“Ringrazio i colleghi che hanno contribuito a raggiungere questo risultato - dichiara la consigliera dem -. Da parte mia ho ritenuto giusto mettere a disposizione di tutti il documento perché ci fosse la più ampia condivisione. L’obiettivo, come più volte specificato anche nel testo, non è quello di andare contro le energie rinnovabili, strategiche per il nostro futuro, ma di chiedere al Comune di fare la sua parte per regolamentarne lo sviluppo”.

 

Durante la discussione dell'ordine del giorno è intervenuto il nuovo dirigente del VII settore (urbanistica, edilizia e innovazione tecnologica), Stefano Peruzzo, il quale ha spiegato come su alcuni progetti per impianti fotovoltaici a terra, per i quali a breve si svolgerà l’ultima e decisiva conferenza dei servizi (è il caso appunto di quello di Pian di Giorgio, nei pressi di Ferento, che Ciambella avrebbe voluto bloccare), in assenza di linee guida specifiche, gli uffici del Comune abbiano di fatto le mani legate. “L’amministrazione - sottolinea l’esponente di minoranza - in realtà avrebbe già dovuto adottare un regolamento per salvaguardare aree agricole e siti archeologici, ma ad oggi non è pronto”. Ma Peruzzo ha anche evidenziato come il fotovoltaico non sia quel mostro che molti dipingono. Perché se è vero che l'impatto ambientale, soprattutto in alcune zone, può essere pesante, è anche vero che dal punto di vista tecnico, “87 megawatt di fotovoltaico riducono 100 mila tonnellate di Co2 in atmosfera, soddisfacendo il bisogno di 63 mila famiglie”.