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Viterbo, lasciano i figli piccoli soli in casa per andare a lavorare in discoteca. Coppia di Monterosi a processo

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Vanno a lavorare in discoteca e lasciano le tre figlie minorenni a casa: nei guai una coppia di Monterosi. “Nel 2017 avevo 15 anni - ha raccontato al giudice una delle tre figlie, oggi maggiorenne - e in quel periodo vivevo con mio padre, la sua compagna e altre due sorelle di 13 e 2 anni. La mattina dell’8 novembre scappai di casa e la sera mio padre mi mandò un messaggio dicendomi che se non fossi rientrata avrebbe chiamato i carabinieri. Poco dopo fui contattata telefonicamente dal comandante che mi convocò in caserma. Una volta lì, accompagnata dal mio fidanzato e dalla madre di lui, raccontai agli ufficiali che non sostenevo più quella situazione famigliare in quanto mio padre e la sua compagna uscivano la sera tardi per rincasare alle prime luci dell’alba del giorno seguente e non ci facevano andare a scuola. Inoltre, toccava a me prendermi cura delle mie sorelle, soprattutto di quella più piccola, mentre un’altra sorella, la quale era già maggiorenne veniva a trovarci di tanto in tanto”.

 

La testimone ha proseguito spiegando che in seguito all’episodio intervennero gli assistenti sociali tramite le disposizioni del Tribunale dei minorenni e lei trascorse sette mesi in una casa famiglia e poi venne affidata alla madre che risiede nella capitale. Durante l’udienza è stato sentito anche un maresciallo della stazione dei carabinieri di Monterosi che si occupò delle indagini e che seguì la vicenda dall’inizio.

 

“La ragazzina si era allontanata dalla propria abitazione alle 5 del mattino e quando ricevemmo la segnalazione da parte del genitore avviammo le ricerche all’istante dato che si trattava di una minore. Quando la giovane si presentò mi disse che non si sentiva a suo agio in quel contesto e che i due uscivano in tarda serata e lasciavano lei e le altre minori da sole - ha riferito il militare -. Successivamente, una volta ottenuta l’autorizzazione del pm, insieme ai colleghi organizzammo delle attività di appostamento e pedinamento e scoprimmo che, in effetti, la coppia andava via intorno alle 23 per dirigersi a Roma e faceva ritorno nelle prime ore della mattinata seguente. Nel frattempo tenevamo d’occhio anche le bambine rimaste a casa e con loro non c’era nessuno. Una sera li fermammo e quando chiedemmo spiegazioni, i due sostennero che si erano recati al pronto soccorso dell’ospedale di Civita Castellana, ma dalle verifiche compiute non ottenemmo alcun riscontro sulla versione fornita da entrambi”. Il dibattimento riprenderà l’11 novembre con l’ascolto dei due imputati.