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Viterbo, rifiuti da tutto il Lazio. i sindaci chiedono un commissario

B. M.
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“Per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti occorre un commissario ad acta”: lo chiedono, in una nota congiunta, i sindaci di Civitavecchia, Frosinone e Viterbo, che affermano: “Non siamo disposti a gravarci dei costi per il trasferimento dei rifiuti altrove. Gli oneri aggiuntivi dovranno essere assunti direttamente dalla Regione”, spiegano Ernesto Tedesco, Nicola Ottaviani e Giovanni Maria Arena, stanchi che siano i cittadini di altre province a farsi carico dei rifiuti di Roma. 

 

“Entro il 25 aprile Roma dovrà individuare il sito per lo smaltimento dei rifiuti della capitale e Viterbo sarà libera”, aveva assicurato il presidente della Regione Nicola Zingaretti, dopo aver firmato l’ordinanza con la quale era stato deciso che i rifiuti romani dovevano essere smaltiti nel sito viterbese di Monterazzano. Al 25 aprile mancano due giorni, ma la liberazione dei viterbesi dalla “monnezza” romana ancora non si vede. Questa la motivazione che ha indotto i tre sindaci a scrivere una nota comune. “Il modello del trasferimento di rifiuti di Roma, voluto dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - scrivono i primi cittadini di Civitavecchia, Frosinone e Viterbo - non è più accettabile, sia per il rispetto dell’autosufficienza dei territori, sia per la salvaguardia della salute dei cittadini, costretti a subire una emissione spropositata di polveri sottili come ha certificato anche l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (Acos). Riteniamo opportuno che sia l’associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), sia la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio si attivino nelle sedi competenti, non solo per richiamare alle proprie responsabilità la Regione Lazio, la cui emergenza rifiuti è ingigantita dalla chiusura, dal primo ottobre 2013, della discarica di Malagrotta senza un’alternativa, a svantaggio delle province del Lazio, ma anche per affidare la gestione del ciclo integrato dei rifiuti a un commissario ad acta, colmando così una crisi impiantistica che persevera da anni".

 

"Un appello - sottolineano - che proviene da una cultura di governo e da una responsabilità istituzionale che però non può certo continuare all’infinito”. Secondo Ernesto Tedesco, Nicola Ottaviani e Giovanni Maria Arena, “i territori che hanno ospitato, per anni, i rifiuti provenienti da Roma, riempendo le proprie discariche che dovevano far fronte, prevalentemente, ai fabbisogni locali, non sono disposti a gravarsi dei costi per il trasferimento dei rifiuti altrove. Gli oneri aggiuntivi dovranno essere assunti direttamente dalla Regione, la quale ha evidentemente sbagliato la programmazione della politica dello smaltimento dei rifiuti, violando, a più riprese, il principio dei singoli ambiti territoriali, in barba ai comportamenti virtuosi dei Comuni autosufficienti e promotori della raccolta differenziata".