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Viterbo discarica di tutta la Regione. Il terribile sospetto del Comune dopo l'ultima ordinanza di Zingaretti

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D’accordo che in questo momento c’è un’emergenza da affrontare, ma il sospetto del Comune di Viterbo è che in Regione esista un piano per trasformare Monterazzano in discarica al servizio del Lazio, quindi non più solo riservata a Tuscia e Reatino.  Non si spiegherebbe diversamente l’autorizzazione all’aumento (in altezza) dell’invaso di altri 275 mila metri cubi, pari a 200 mila tonnellate di rifiuti accatastati che, a livello pratico, andrebbero a formare una sorta di collina alla periferia della città. Contro questo progetto Palazzo dei Priori, che, dice il sindaco, “ha espresso parere negativo in tutte le Conferenze di servizio”, ha promosso un ricorso al Tar che sarà discusso a novembre. Ma soprattutto solo così può essere spiegata la dinamica degli eventi degli ultimi giorni, che, tra cose dette e non dette, mezze verità sussurrate e mai esplicitate, hanno sempre visto la città di fronte al fatto compiuto per quanto riguarda i conferimenti di Roma, Latina e Frosinone

 


Emblematico, stando alla ricostruzione fornita dal sindaco Giovanni Arena, quanto è accaduto martedì mattina mentre stava per iniziare il Consiglio straordinario chiesto dalla Lega, a cui non si sono presentati né la Regione, né il Comune di Roma. Al telefono con l’assessore regionale all’ambiente, Massimiliano Valeriani, il primo cittadino sarebbe stato rassicurato sullo stop ai conferimenti a partire dal 27 aprile grazie a contratti in corso di perfezionamento con la Toscana e l’Emilia Romagna, disponibili a farsi carico dell’immondizia laziale. Arena ci ha creduto, è andato in aula e lo ha comunicato a tutti. Peccato che Valeriani - ma a questo punto per dovere di cronaca va anche detto che non è dato sapere con esattezza se è stato l’assessore ad esprimersi male o il sindaco a non comprendere bene le sue parole- si riferisse solo ai rifiuti di Roma e non a quelli di Latina e Frosinone. La verità è venuta a galla in tarda serata, quando dalla Regione è arrivata la comunicazione di una nuova ordinanza firmata da Zingaretti, con la quale si autorizzano Latina e Frosinone a scaricare i loro camion a Viterbo fino al 30 giugno

 

 

Ergo, i rifiuti altroché se continueranno ad arrivare: 200 tonnellate al giorno (100 dalla Ciociaria e 100 dal Pontino), la metà rispetto a quelle previste fino al 26 aprile compreso, ma pur sempre una quantità enorme per questa provincia, stimata complessivamente in 14 mila tonnellate fino, appunto, al 30 giugno. 
Nell’ordinanza si legge che la “Centro servizi ambientali, gestore dell’impianto di trattamento di Castelforte”, debba “conferire gli scarti prodotti pari a 100 tonnellate al giorno a Viterbo fino alla data del 30 giugno 2021 non essendo disponibile alcuna capacità di smaltimento a Latina”. E così è anche per la “Saf, gestore dell’impianto di Colfelice”, che delle 140 tonnellate di scarti prodotti “100 al giorno” le porterà a Viterbo e 40 a Civitavecchia. “Ecologia Viterbo e Mad di Civitavecchia - si legge sempre nell’ordinanza - dovranno garantire la massima operatività, con turni ulteriori di lavoro anche nei festivi e prefestivi per soddisfare le richieste di smaltimento sopra indicate”. Ecologia Viterbo dovrà inoltre “applicare, in via provvisoria e per il periodo di durata dell’ordinanza, considerate l’emergenza e l’urgenza, la stessa tariffa applicata dalla Mad di Roccasecca, fatti salvi i conguagli”. In caso di inosservanza dell’ordinanza, la Regione si riserva di “adottate in via sostitutiva tutte le iniziative necessarie a garantirne l’ottemperanza”, anche attraverso la segnalazione “all’autorità giudiziaria dei responsabili delle condotte omissive”. 
Il Comune si è intanto attivato per cercare di capire cosa succederà dopo il 30 giugno, per sincerarsi cioè che effettivamente a quella data siano state trovate soluzioni alternative, ma come detto il sospetto che la Regione abbia individuato Viterbo come discarica al servizio di tutti è sempre più forte.