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Viterbo, bollette dell'acqua salate. Al via una class action per chiedere i rimborsi

Alessio De Parri
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Un reclamo collettivo - o una class action, per dirla all’inglese - con l’obiettivo di chiedere a Talete un rimborso di 150 euro in base al ricalcolo delle bollette degli ultimi tre anni.
E’ l’iniziativa lanciata dal consigliere comunale del Pd, Luisa Ciambella, che si poggia su otto contestazioni contenute in un modulo da compilare, firmare ed inviare per email alla società che gestisce il servizio idrico della provincia per chiedere il rimborso. “L’azione collettiva nei confronti di Talete - spiega l’esponente Dem - è dovuta al fatto che la società, norme alla mano, non ha rispettato una serie di aspetti nelle bollette e nella fatturazione”.

 

BOLLETTE DELL’ACQUA, CLASS ACTION PER AVERE I RIMBORSI NEWS WEEK#4 Buona domenica amici, oggi una puntata speciale...

Pubblicato da Luisa Ciambella su Domenica 18 aprile 2021

 

Otto, come detto, le contestazioni rilevate da Luisa Ciambella “grazie alla quali è possibile chiedere a Talete un rimborso di 150 euro e un ricalcolo delle bollette degli ultimi tre anni. Questa azione è gratuita e, sia chiaro, qui non si chiede di non pagare le bollette dell’acqua, ci mancherebbe; piuttosto di avere un rimborso forfettario in base ad una serie di contestazioni”. Quali sono? Lo spiega la stessa consigliera del Pd: “Innanzitutto - afferma -, nelle fatture non sono rappresentati graficamente i consumi relativi all’utenza. Inoltre sono inseriti importi con la descrizione ‘partite pregresse’ senza nessuna informazione in merito alla composizione e per di più sono indicati periodi per ‘Riferimento letture per calcolo consumi’ mai esplicitati chiaramente all’interno delle fatture stesse”. “Il deposito cauzionale - prosegue la consigliera Dem - è stato applicato in assenza di un contratto di fornitura sottoscritto con il Comune, con Talete o eventualmente volturato, senza verificare un precedente versamento. Inoltre non è stato comunicato il sistema di calcolo”.

 

E ancora: “I periodi di fatturazione inseriti non sono conformi alle disposizioni Arera (l’autorità che vigila sul servizio idrico, ndr), le letture vengono effettuate una volta l’anno e con una tempistica maggiore rispetto a quella stabilita nel regolamento. Infine - conclude Luisa Ciambella -, non vengono comunicati i giorni e le fasce orarie delle letture. Abbiamo contatori che non sono al passo con i tempi e quindi a oggi si producono fatture che non rispettano i requisiti richiesti dalla carta dei servizi”.