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Viterbo, riapertura ristoranti dal 26 aprile. Spazi all'aperto per tutti e niente Tosap

Massimiliano Conti
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Viterbo città aperta da lunedì prossimo. La data della riapertura al pubblico di bar, locali e ristoranti l'ha fissata il governo Draghi: lunedì 26 aprile, non a caso già ribattezzata dal leader della Lega Matteo Salvini “festa della liberazione”. L’amministrazione comunale si prepara al d-day con un pacchetto di delibere che consentirà agli esercenti, dopo mesi di lockdown e di attività esclusivamente da asporto, di accogliere i clienti all’esterno dei propri locali. Lo annuncia il sindaco Giovanni Arena, che è in attesa di ulteriori disposizioni ministeriali prima di emanare provvedimenti. Ma il dado è ormai tratto, e la città dei papi, tempo meteorologico e traffico permettendo, si prepara a diventare un grande bar-ristorante a cielo aperto. L’ultima volta era stato all’inizio di marzo, quando Viterbo, la Tuscia e il resto del Lazio erano in zona gialla, prima di passare al rosso a metà del mese scorso. Gli spazi per allestire i tavoli all’aperto non mancano di certo, così come gli scorci suggestivi dei quartieri medievali, San Pellegrino in testa.

 


 

“Chi già lo scorso anno aveva trasferito la propria attività di somministrazione all’esterno dovrà solo dare comunicazione al Comune, mentre chi lo farà per la prima volta dovrà presentare un piccolo progetto agli uffici, che poi sarà valutato in tempi celeri dalla commissione urbanistica”, spiega il primo cittadino, che, con il via libera alle riaperture, spera in una “primavera” dell’economia cittadina dopo la durissima stagione invernale.

 

Resta inteso che le attività che che invaderanno strade e piazze con i dehors non pagheranno la Tosap, cioè la tassa di occupazione del suolo pubblico: “Fino al 31 dicembre è prevista l’esenzione – continua il sindaco Arena – anche se serviranno ristori da parte del governo perché il minore gettito per i comuni è ingente”.  Non saranno solo bar e ristoranti a poter ripartire con la somministrazione di cibi e bevande en plein air ma, sottolinea il sindaco, sarà data la possibilità di sfruttare strade e piazze anche agli organizzatori di eventi teatrali o musicali. La conditio sine qua non è che le attività siano compatibili con la circolazione delle automobili, che nella città con il più alto tasso di motorizzazione d’Italia resta sempre la priorità. Al momento non sono allo studio nuove isole pedonali anche se, con l’avvicinarsi della stagione estiva, non sono da escludere iniziative in tal senso, sempre nell’ottica di favorire il più possibile la ristorazione all’aperto. Che ovviamente non interesserà solo il centro storico: “Qualsiasi locale, a prescindere dalla sua collocazione, quindi in centro ma anche in altre zone della città – conclude Arena – può presentare in Comune un progettino per l’ampliamento della propria attività negli spazi esterni”.