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Viterbo, nell'anno della pandemia crollano di farmacie e parcheggi

Roberto Pomi
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Nell’anno del Covid, cioè negli ultimi 12 mesi, crollati gli incassi della Francigena a causa della brusca battuta d’arresto subita dalle farmacie municipalizzate e dalla vendita dei biglietti per i parcheggi a pagamento. Complessivamente, nelle casse della società di Palazzo dei Priori mancano all’appello, rispetto ai 12 mesi precedenti, 245 mila euro, di cui il 14.36%, pari a 134 mila euro, imputabili alle sole farmacie. A tutto ciò va aggiunto il ramo d’azienda relativo al trasporto pubblico locale, rimasto praticamente al chiodo per moltissimi mesi con conseguente quasi azzeramento dei ticket venduti, i quali, tuttavia, va detto che non sono mai stati tanti, neanche negli anni cosiddetti normali.

Perdite importanti a cui il management Francigena ha dovuto fare fronte utilizzando tutti gli strumenti a disposizione e, a giudicare dal risultato finale, ammettono in Comune, non hanno operato male. Il passivo della società, scritto nero su bianco nel bilancio della stessa, ammonta attualmente a circa 100 mila euro.  Nelle prossime settimane arriverà in Consiglio comunale, per la discussione, la Programmazione operativa annuale dell'azienda e il bilancio 2020. L’assessore al Bilancio e alle Partecipate Enrico Contardo sta sistemando tutte le carte necessarie a una chiara e consapevole discussione in Sala d’Ercole. “Devo riconoscere, perché lo dicono i numeri, che l’amministratore Guido Scapigliati ha operato bene”, spiega il vice sindaco Contardo, che aggiunge: “Sono state messe in atto tutta una serie di misure che hanno permesso risparmi importanti e quindi di tenere sotto controllo le passività. E’ stata utilizzata con intelligenza la cassa integrazione e le ferie obbligatorie. Ci sono stati risparmi strutturali per la riduzione del servizio. Meno chilometri, significa infatti meno gasolio consumato, meno rotture dei mezzi. Solo di gasolio e riparazioni sono stati spesi 193 mila euro in meno rispetto al 2019, una cifra incoraggiante che consente di bilanciare le perdite economiche. 77 mila euro sono stati risparmiati dalla rimodulazione del servizio. Con le ferie obbligate sono stati recuperati 20 mila euro. Alla fine dei conti le scelte prese hanno generato risparmi per 30mila euro”. 

 

Ora Francigena sta facendo i conti con un altro anno difficile: il 2021. A giugno andrà a perdere il trasporto scolastico. Scade infatti l’affidamento diretto da parte del Comune e la legge impone un ricorso al mercato. Mercato dove Francigena, in questo specifico segmento, è debole. Sono sempre i numeri a dire che il costo a chilometro del servizio sono al massimo di 2,80 euro negli altri comuni italiani. Francigena riesce a farlo con un costo di 3,40 euro. Il personale degli scuolabus resterà all'interno della partecipata. Tutta da capire comunque l'evoluzione del trasporto pubblico locale, che la Regione vuole riorganizzare.