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Covid, nelle grotte termali basso il rischio di contagio. La ricerca dell'Università della Tuscia

Daniela Venanzi
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C’è un ambiente che è in grado di azzerare il rischio di trasmissione del virus da Covid 19, anche in presenza di persone positive. La scoperta, che ha dei risvolti particolarmente interessanti, è stata fatta da un gruppo di studenti dell’Università la Tuscia durante la chiusura totale del primo anno di Covid. I ragazzi, guidati dal professor Giuseppe Calabrò e dalla ricercatrice Silvia Crognale, si sono introdotti, nell’ambito di un progetto di ricerca, all’interno della grotta termale delle Terme dei Papi per alcuni prelievi, e hanno condotto i relativi studi. Ospiti anche di Sky tg24, hanno spiegato che l’ambiente analizzato riportava una temperatura intorno ai 48-50 gradi e prossima al 100% di umidità con un aerosol molto consistente. E’ proprio su questo ultimo che si sono concentrate le analisi degli studenti.

 

Uno dei ragazzi ha infatti spiegato che la dimensione delle particelle sono talmente grandi e pesanti che non riescono a rimanere sospese nell’aria. Raggiungono, per la forza di gravità, la terra e quindi non sono in grado, anche in presenza di più persone, di rimanere all’altezza delle vie aree. Una volta emesse anche da un eventuale positivo, non riescono a dirigersi con sufficiente agilità nell’ambiente circostante e scendono subito verso il pavimento. Il ricambio di aria presente nella grotta fa il resto e la possibilità di contagio è pressoché azzerato. Una situazione di ambiente estremo quello della grotta, che però per gli studi effettuati dal team dell’Università della Tuscia può evolvere in considerazioni di rilievo, anche per eventuali future terapie. “Certo - spiega la professoressa Crognale - la scienza procede a passi graduali e vanno osservati specifici protocolli. Questo studio, che ha sollevato la curiosità dei media, ma prima di tutti anche la nostra, ci ha spinto a voler proseguire e ci siamo fatti promotori capofila, insieme all’università del Foro Italico, di una proposta presso il Ministero di competenza”. In che direzione volete muovervi? 

 


Forti di quanto verificato in questo primo approccio nell’ambiente della cavità naturale delle Terme dei Papi, attraverso modelli matematici vorremmo approfondire il comportamento di batteri e virus, naturalmente utilizzando tipi non patogeni, protetti in un sistema di contenimento, ed esponendoli alle condizioni della grotta stessa. Un tipo di approccio basato questa volta su un sistema biologico”. Si parla anche di utilizzare i vostri studi per un possibile impiego in future terapie contro i virus da Covid 19. Non è cosa da poco. “Guardi, la scienza, come dicevo prima - spiega ancora Silvia Crognale - ha bisogno dei suoi tempi, di tutto un percorso che procede passo dopo passo. Il prossimo studio, se la graduatoria al Ministero a cui è arrivata la nostra proposta ce lo permetterà, costituirà la fase intermedia. Va da sé che il terzo sarebbe quello di verificare in che modo questa scoperta potrebbe essere utilizzata in ambito clinico, medico e terapeutico. Però l’approccio alla cura può essere considerato solo nella fase conclusiva”.  Ci sono speranze sull’approvazione della proposta? “A giorni dovrebbe uscire la graduatoria. Noi ci crediamo e ci speriamo”.