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Viterbo, gelate di primavera. Coldiretti: danni per decine di milioni

Massimiliano Conti
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La conta è ancora in corso ma, secondo le stime della Coldiretti, ammonteranno a decine di milioni di euro i danni prodotti alle colture viterbesi dalle gelate tardive dei giorni scorsi. Diversi i comuni della Tuscia che chiederanno lo stato di calamità naturale e stanno raccogliendo in questi giorni le segnalazioni degli agricoltori per poi inoltrarle alla Regione. Dalle viti ai kiwi, dal grano alla mandorle, dai ciliegi appena fioriti ai cocomeri, dai meloni alle patate: non c’è praticamente coltura - a quanto riferisce il presidente della Coldiretti di Viterbo Mauro Pacifici - che sia stata risparmiata dall’improvviso crollo delle temperature e dalle escursioni termiche di inizio aprile, dopo che il caldo primaverile aveva già dato impulso alla fioritura di molte piante. 

 

A livello nazionale i danni, allo stato attuale, ammontano a circa un miliardo di euro, in base al monitoraggio puntuale avviato in varie zone della penisola da Confagricoltura, che chiede al governo Draghi di rifinanziare il Fondo di solidarietà nazionale con il prossimo decreto di sostegno alle imprese. L’organizzazione di categoria sta inoltre definendo le modalità di un’iniziativa congiunta con la francese Fnsea, la più importante organizzazione di agricoltori, affinché i rispettivi governi sollecitino un intervento dell’Unione europea, data la dimensione eccezionale dell’evento calamitoso. Le gelate si sono verificate in gran parte delle regioni con danni enormi alla produzione agricola e in particolare ai comparti vitivinicolo e frutticolo, che in alcuni areali, dal Nord al Sud Italia, ha fatto registrare perdite anche totali della produzione. Nella Tuscia le zone più colpite sono quelle del litorale e della Maremma, con in testa i comuni di Tarquinia, Montalto, Canino, Tuscania fino a Vetralla. Le gelate non hanno risparmiato nemmeno la Bassa Tuscia, da Civita Castellana a Nepi, passando per Fabrica di Roma. Tutti Comuni, come detto, che si stanno organizzando per chiedere lo stato di calamità. A Orte l’ex vicesindaco ed ex assessore all’agricoltura Daniele Proietti ha invitato il neo commissario prefettizio Maria Virgina Rizzo ad attivarsi subito per chiedere gli indennizzi agli agricoltori locali.

 

“Anche le piante coltivate in serra – spiega Pacifici – hanno risentito fortemente delle gelate. Di fronte a ciò dobbiamo prendere atto che i mutamenti climatici sono ormai strutturali e che quindi dovremo farci letteralmente i conti ogni anno. Per fortuna gli agricoltori hanno la pelle dura e non mollano. Forti delle brutte esperienze dei periodi passati, sanno bene come muoversi, al di là delle iniziative dei Comuni, per chiedere gli indennizzi”. E per fortuna, sottolinea il presidente della Coldiretti, che alle escursioni termiche non si è aggiunto il problema dell'umidità: “Altrimenti sarebbe stata una catastrofe, soprattutto per gli olivi. In ogni caso - conclude - le conseguenze delle gelate le vedremo nei prossimi mesi con una forte calo della produzione e un aumento dei prezzi”.