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Viterbo, sanità. La Asl minimizza sulle liste d'attesa: "Le urgenze sono assicurate"

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Le urgenze vengono sempre assicurate in tempi brevi. Se il medico di famiglia ne ravvisa la necessità, una colonscopia può essere fatta nelle strutture pubbliche anche entro tre giorni.
E’ quanto fanno sapere informalmente dalla Asl di Viterbo in attesa di compiere le opportune verifiche sui reali tempi di attesa in provincia per svolgere alcuni tra i più comuni esami diagnostici. Come riportato sul sito della Regione Lazio e pubblicato ieri dal Corriere, per una Tac al torace, così come per una risonanza magnetica o, appunto, una colonscopia, bisogna attualmente attendere un anno.

 

La settimana scorsa chiamando il cup per una risonanza all’addome inferiore la prima disponibilità era per il mese di luglio a Tor Vergata. Che non sia tutto rose e fiori e che il Covid abbia allungato i tempi di attesa lo ammettono dalla stessa Asl, rimarcando però come esista un problema anche di appropriatezza degli esami, spesso prescritti senza reale necessità. Per le cronaca, nelle impegnative dei medici di famiglia esistono 4 classi di priorità, alle quali ogni regione risponde come può: U come urgente, B come breve, D come differibile e P come programmabile.

 

 

Per quanto riguarda l'ultima classe, quella degli esami programmabili, questa era la situazione al 9 febbraio per i seguenti esami diagnostici in provincia: risonanza al cranio nessuna disponibilità; risonanza lombo-sacrale 10 ottobre al Sant'Andrea e 28 ottobre a Tarquinia; risonanza magnetica alla colonna dorsale e risonanza cervicale 7 ottobre al Sant'Andrea; Tac all'addome completo 25 novembre a Tor Vergata. Per una ecografia mammaria c'è da aspettare invece giugno ma recandosi a Magliano Sabina, o all’ospedale di Rieti o a quello di Acquapendente a partire da novembre. A suo tempo la Regione aveva stanziato fondi sia per promuovere informative sulle classi di priorità nelle prescrizioni che per progetti di abbattimento delle liste d'attesa, rispettivamente 2 milioni e 970 mila euro e 2 milioni e 268 mila. Alla Tuscia sono andati 160 mila e 122 mila, per un totale di 288 mila euro