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Viterbo, vaccini in azienda: arrivano prime adesioni. Disponibilità da Ceme di Tarquinia e Terme dei Papi

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Aziende pronte a dare il proprio contributo sul piano della lotta al Covid. Il fine è quello di somministrare il vaccino ai dipendenti al proprio interno, così da velocizzare il processo di immunizzazione. Nel Lazio saranno 300 le imprese che, nei propri locali, provvederanno ad organizzare un punto per l’inoculazione dell’antidoto contro il covid. Per quanto riguarda Viterbo, sono già diversi gli imprenditori a muoversi in questa direzione. Ad esempio la ditta Ceme, leader mondiale nel settore delle elettropompe a vibrazione ed elettrovalvole a solenoide, con un totale di circa 900 dipendenti in tutto il mondo, è stata la prima ad aver dato notizia della sua disponibilità, a diventare centro Hub per i suoi 160 dipendenti dello stabilimento di Tarquinia. Prova documentata dal fatto che in azienda già si sono cominciati a distribuire i moduli per richiedere il consenso facoltativo ad ognuno di loro. In una nota ne danno notizia le segreterie sindacali Fim Cisl e Uilm Uil rappresentate da Fabio Gabrielli, Lucio Maggi e Leonardo Mancini. I delegati, dopo aver inoltrato una richiesta ufficiale alla Ceme Group di aderire alla campagna di vaccinazione, hanno ricevuto parere favorevole da parte dell’azienda, che per voce del direttore del personale, Marino Forchin ha affermato che: “Non appena saranno disponibili i vaccini richiesti, si somministreranno a tutti i dipendenti che ne faranno richiesta per tutelare la loro salute e quella delle proprie famiglie”. Il vaccino naturalmente sarà inoculato da personale medico, all’interno dello stabilimento stesso di Tarquinia.

 

C’è un’altra azienda blasonata di Viterbo che non ci ha pensato due volte e ha già dato piena disponibilità. Le Terme dei Papi con i suoi 130 dipendenti, è infatti pronta a diventare centro vaccinale. E’ lo stesso Marco Sensi a parlarne: “Non appena sono stato contattato da Unindustria ho dato il mio consenso a rendere disponibili locali, mezzi e personale per realizzare al meglio questo obiettivo. Sono felice di questa opportunità – spiega ancora Sensi – l’idea di vaccinare i nostri operatori, e professionisti, si traduce in sicurezza per tutti, sia in termini di cure che di trattamenti. Una garanzia per noi e soprattutto per i clienti. Il vaccino – conclude – è l’unica arma che abbiamo, e il mezzo principe per ritornare alla vita, sotto tutti i punti di vista, non ultimi quelli del lavoro e dell’economia”. Per quanto riguarda invece le altre aziende presenti sul territorio, ce ne sono diverse ai nastri di partenza. Giuseppe Crea, direttore esecutivo di Federlazio Viterbo, a tale proposito spiega: “Al momento ci sono 3 o 4 aziende delle nostre che stanno valutando la possibilità di diventare centro Hub, ma i tempi sono prematuri, le linee guida sono appena uscite e le imprese devono ancora confrontarsi con i medici di competenza. Certo non si deve pensare – sottolinea Crea – che questo significa saltare le priorità nazionali, gli eventuali Hub, messi a disposizione dalle aziende, partiranno soltanto quando i vaccini saranno disponibili”.

 

Unindustria è sulla stessa lunghezza d’onda: “Al momento sono circa una decina -spiega - quelle che hanno dato la loro disponibilità. L’importante è avere i vaccini pronti e sui tempi non ci sono dati certi”.